Social Media e aziende: a che punto siamo? [Social Media Week Roma]

11 Febbraio 2011 // Claudio Vaccaro // Aziende 2.0 | 6 Commenti »

social media claudio vaccaro pavolini diegoli vincenzo cosenza e mirko lalli

All’interno della Social Media Week di Roma, martedì scorso sono stato invitato da Gianluca Diegoli (alias Minimarketing) nel “Salotto” BTO Educational e Fondazione Sistema Toscana a parlare di Media e aziende, insieme ad Antonio Pavolini, Vincenzo Cosenza e Mirko Lalli.
Ne è venuta fuori una bella chiacchierata (anche se un po’ poco “amplificata”) in cui si sono stati toccati diversi temi che provo a riassumere secondo la mia testa e la mia “pancia”.

1) PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE, MA ALMENO CURATI
Esistono due assiomi fondamentali e incontrovertibili:
a-Le aziende (come le persone), sbagliano per definizione: prodotti, processi, servizi…Il fail è sempre dietro l’angolo.
b-Il cliente oltre ad avere sempre ragione si lamenta SEMPRE e anzi, con i Media lo fa ancora di più e con molto più potere.
E’ impossibile realizzare un’azienda a “Critica Zero“, meglio aspirare a reagire a “Tempo Zero

2) GIVE TO GET QUESTO SCONOSCIUTO
Ad un’azienda che vuole “fare Media” (come spesso si sente) bisognerebbe rispondere alla Kennedy: non chiederti cosa i media possono fare per te, chiediti cosa puoi fare per i tuoi clienti sui Media. La logica della “campagna” (paid media) non funziona, mai

3) PROXY AZIENDALE VS. IMPIEGATO PROXY
Un’azienda non può essere “aperta” al 100% sui se è poi al 90% chiusa al suo interno: i processi e l’organizzazione interna devono destrutturarsi (senza perdere il focus sul Business, anzi, per incrementarlo) aderendo alla natura stessa della Rete e incentivando la partecipazione dei dipendenti alla dell’Azienda sui . Ovvio che l’Employee 2.0 naufraga clamorosamente contro lo scoglio del Security Manager che chiude Facebook sul Proxy e di HR che vieta l’instant messaging

4) ESSERE PASSIVI NON FA MALE
L’azienda ha due modi per rapportarsi ai Media: uno passivo e l’altro attivo. Può “ascoltare” i , monitorandone gli umori dei clienti (non solo i propri!) reagendo prontamente in caso di critiche. Oppure può agire dettando l’agenda delle conversazioni, producendo conentuto ed . In questo secondo caso occorre uno sforzo di tempi e costi che non tutte le aziende (ad esempio le PMI) si possono permettere: meglio essere dei bravi passivi che dei cattivi attivi (vedi prossimo punto)

5) LOW COST=BAD ROI
Il ROI delle attività sui Media si misura sul lungo termine. Va sfatato il mito del Media “low cost”, anzi, è vero l’esatto contrario: per avere risultati a breve-medio termine occorre investire di più in proporzione al paid media. Questo significa che per fare una campagna dai risultati immediati di visibilità e leads, è molto meglio investire in Adwords ed avere awareness sicura che investire in e rimanere delusi. La funzione del consulente qui è fondamentale: se la tua è “prendere i soldi al cliente” si rovina il mercato, bellezza. Mixare è bello.

6) LA MANCANZA DI INVESTIMENTI E’ UN CONCORSO DI COLPA
Che la mancanza di investimenti in e più in generale sul digital sia un problema culturale è un fatto assodato, basta aver partecipato ad un qualunque IAB degli ultimi 7 anni per rendersene conto. Un’ulteriore prova è venuta proprio dal nostro evento alla Media Week: su 50 persone solo 3 erano di aziende. E’ sicuramente vero che c’è una responsabilità di consulenti e che dovrebbero trovare le metriche giuste e il linguaggio giusto per incentivare gli investimenti, ma è anche vero però che il mondo sta cambiando sotto ai nostri occhi da anni e le aziende italiane sembrano molto più ferme di quelle straniere. Quando suona la sveglia?

7) PRODUCT FIRST
Tra la pensione Di Sora Maria e Apple non c’è alcuna differenza: entrambe hanno un prodotto così vincente e di culto che potrebbero fare a meno dei . Per tutti gli altri vale la regola che il budget va speso prima sul prodotto e poi sulla e la relazione.

Per ora mi fermo qui, bastano o arrivate voi ai classici 10 punti? :)

Photo credits: Smeerch

Marketing 2.0: visione, strategia, strumenti

25 Novembre 2008 // Claudio Vaccaro // Advertising 2.0, Aziende 2.0, Marketing 2.0, Social Media | 15 Commenti »

Partecipare al Rimini Web Marketing Event svoltosi il 22 e 23 Novembre scorsi e organizzato da Titanka! è stata un’esperienza entusiasmante.
300 partecipanti, tanti relatori di alto livello, organizzazione perfetta. Ecco le slide della mia presentazione che verteva sulle tematiche a noi più care: il e l’approccio conversazionale. Troverete una parte più divulgativa sui cambiamenti del mercato e dei clienti (valore delle nicchie e del ) e una più tecnica sui modelli strategici per incrementare Brand Awareness, Brand Loyalty e Brand Reputation con gli strumenti più opportuni (, Corporate Blogging, Buzz & , ). La discussione è ovviamente aperta.

Ringrazio di cuore Fabio Sutto per avermi coinvolto e tutti i colleghi che ho avuto il piacere di conoscere e con cui ho condiviso momenti interessanti e anche divertenti: Salvatore Cariello, Alessandro Binello, Luca Dalla Villa, Alessandro Cappellotto, Adriano Gasparri, l’amica di Crazy Marketing Anna Torcoletti…e tutti gli altri.

Blog e Social incidono sulle decisioni d’acquisto

5 Ottobre 2008 // Dr_Who // Aziende 2.0 | 11 Commenti »

Già lo sapevamo, ma questa volta abbiamo le prove! Scherzo! da una recente ricerca di MarketTools disponibile in pdf (agosto/settembre 2008) più di due terzi (68%) degli americani che navigano in rete frequentano , network ed il 33% punta le sue ricerche su prodotti on-line e ove li conosce, contribuisce a fornire informazioni. La frequenza di visita della suddetta tipologia di siti è in aumento: il 41% degli intervistati ha dichiarato di frequentarli di più rispetto a sei mesi fa. Ma qual’è la frequenza di visita di e network al giorno? Di seguito uno spaccato a seconda dei nuovi target: Il 33% Ygeneration; 17% X generation; l’ 11% del Baby boomer; 8% dei Pensionati. Cosa cercano? Informazioni, con percentuali differenti in termini di inter-relazione. L’aspetto impotante che l aricerca mostra, è che i , le comunità e le reti sociali hanno un impatto diretto sulle decisioni di acquisto: Il 47% di tutti gli intervistati affermano che questi siti hanno influenzato per una certa misura la loro decisione di acquisto verso particolare marchi o servizi; il26% di tutti gli intervistati ha effettivamente cambiato la decisione di acquistare un prodotto o un servizio a causa di quello che leggono su un o presso i networks. Le donne sono più volubili (29%) rispetto agli uomini (22%) a cambiare idea su un acquisto.

La caccia al tesoro interattiva di Whai Whai

25 Settembre 2008 // Claudio Vaccaro // Aziende 2.0 | Scrivi commento »

In principio fu The Ruyi, una caccia al tesoro interattiva per i turisti di Venezia progettata da Log607 (ex H-Play).

Visto il successo del progetto, l’iniziativa rinasce e si moltiplica con il nome di Whai Whai, partendo dalla Capitale e continuando prossimamente a Firenze e in altre città. Il gioco interattivo verrà riproposto infatti a Roma con un debutto d’eccellenza: sabato 27 settembre i giocatori si metteranno sulle tracce del “potente scettro” dopo la presentazione ufficiale del quaderno The Ruyi Roma che avverrà in Villa Celimontana alle ore 17.00, all’interno della prima edizione del Festival di Letteratura di Viaggio.

Per prender parte a questa speciale sessione di gioco, la prima a Roma, è necessario acquistare la partecipazione nella sezione shop del sito whaiwhai.com: con essa si ha diritto ad un kit di gioco che comprende il quaderno ad un prezzo speciale. Le squadre verranno composte dal team di whaiwhai che terrà conto delle segnalazioni di partecipanti che si conoscono e vogliono compiere insieme la ricerca. Dopo una caccia al Ruyi di circa un’ora e mezza, i partecipanti si incontreranno nuovamente per i complimenti ai vincitori.
Questo il del prologo della storia:

Firefox 3, il record battuto e il Marketing 2.0

19 Giugno 2008 // Claudio Vaccaro // Aziende 2.0, Blogosfera, Marketing 2.0, Prodotti e Servizi, Social Media | 2 Commenti »

firefox strategia comunicazione
Con oltre 8 milioni di download (mentre scrivo siamo a 11) del browser Firefox, a quanto pare Mozilla Foundation è riuscita nell’impresa annunciata di battere il record di download in un solo giorno, impresa battezzata appunto “Download Day“. Un risultato eccezionale che darà nuovo impulso alla costante e progressiva erosione di quote mercato nei confronti del rivale di sempre Explorer (a quando il pareggio?).
E’ interessante qui però sottolineare quelli che sono secondo noi i tre aspetti fondamentali di questo successo, che possono essere presi come paradigma generale per la riuscita di un prodotto web e che coincidono tra l’altro con il modello delle 3 P che avevamo pubblicato a proposito del .

1) Ottima Piattaforma/Prodotto: è universalmente riconosciuto come un ottimo prodotto, migliorabile chiaramente, ma superiore al competitor di punta.

2) Ottima Promozione/: Mozilla Foundation e tutti i partecipanti della comunità di sostegno a utilizzano uno stile di e una modalità di promozione assolutamente perfetti. Ad esempio già la scelta di lanciare la sfida del “Download Day” è stata azzeccata e vincente. Di seguito un esempio lampante di stile di .
mozilla firefox comunicazione strategia

3) Convinta Partecipazione: essendo un prodotto open source, si avvale del sostegno di milioni di persone nel mondo, che sviluppano, promuovono, discutono, diffondono il marchio e opinioni positive, producendo un buzz gigantesco. La motivazione di base è che viene percepito come prodotto “degli utenti per gli utenti”, migliorato costantemente grazie ai loro consigli e diffuso grazie alla loro rete di contatti. Ogni utente di si trasforma in un potenziale “engager”, che convince altri utenti a scegliere il browser Mozilla. Insomma, l’essenza del Marketing 2.0. Il grafico sotto che traccia il buzz generato in merito alla parola “ 3″ nei è utile a capire le dimensioni del fenomeno
firefox3 buzz

E voi cosa ne pensate?

Intervista Socialware su Intruders.TV

20 Maggio 2008 // Claudio Vaccaro // About Socialware, Aziende 2.0 | Scrivi commento »

Ecco l’ che mi ha fatto Luca Sartoni di Intruders.TV a proposito di e dei progetti collegati. Se preferite, questo è il link diretto alla video-intervista. Grazie Luca e buona visione!

Corporate blog B2B: il caso Fujitsu-Siemens

17 Maggio 2008 // Claudio Vaccaro // Aziende 2.0, Corporate Blog | 7 Commenti »

fujitsu siemens socialware corporate blog
Anche nel settore il Corporate sembra concretizzare un approccio più conversazionale nel rapporto fornitori e aziende-clienti. Molto interessante in questo ambito l’esperimento di Fujitsu-Siemens, l’azienda ICT specializzata in soluzioni tecnologiche avanzate per l’impresa, che realizza il primo esperimento di corporate tecnologico in lingua italiana. Il si propone di dialogare con le aziende e gli addetti IT su temi quali l’ottimizzazione delle infrastrutture e dei processi aziendali, della tutela ambientale e del risparmio energetico. Un ottimo segno quindi di apertura di una grande azienda verso i social media e il nuovo modo di comunicare con i propri clienti. Avranno seguito i consigli di Andrea? :-)

Marketing 2.0 in pratica: l’engagement con il corporate blog

14 Maggio 2008 // Claudio Vaccaro // Aziende 2.0, Marketing 2.0 | 2 Commenti »

socialware abarth fiat 2.0Ero sul mio blog personale e mentre scorrevo la lista dei miei ultimi visitatori nel widget di MyBlogLog in cerca di facce nuove, ne scovo una che attira la mia attenzione: ha per avatar il loghetto di Abarth. Clicco sull’avatar che mi porta al suo profilo, il quale mi conferma che è proprio il marchio del gruppo , visto che il blog a cui fa riferimento è quello di . Nonostante ne abbia visti tanti di corporate , quello di ancora non mi era ancora capitato sott’occhio. Ancora , bravi. Ancora Massarotto, bravo. E intanto mi guardo filmati, mi appassiono al marchio, sogno una 500 . Sembra un raccontino innocente di una normale navigazione, però in questo piccolo flash c’è tutto il Marketing 2.0, in ordine cronologico:

  • la scelta di un approccio strategico bidirezionale/conversazionale nella azienda-cliente
  • l’importanza del Corporate quale asset principale della del marchio sul web
  • l’importanza delle PR online e della presenza del brand nelle apps e nei network
  • l’impatto enormemente superiore in termini di coinvolgimento () dell’utente che ha molte più chance di divenire cliente

Oltre questo punto, si monetizza.

L’importanza della partecipazione

9 Aprile 2008 // Dr_Who // Aziende 2.0, Blogosfera, Enterprise 2.0, Riflessioni, Social Networks | Scrivi commento »

Voglio condividere con voi alcuni elementi di una bella che Mauro Lupi ha realizzato in occasione di Interact 2008 a Esther Dyson. Nell’ emergono elementi di forte interesse. Primo tra tutti l’importanza della partecipazione attiva delle aziende al “brusio” che è presente sul web. Come afferma il CEO di Nike “We’re not in the business of keeping the media companies alive. We’re in the business of connecting with consumers“. Dyson sostiene che le aziende devono essere capaci (aggiungo io avere la volontà) di bypassare i tradizionali media, per interagire direttamente con i consumatori. Non lasciamoci però ingannare dalle apparenze: per farlo non occorre metter su un o una qualsiasi presenza in rete; per farlo occorre innanzitutto l’approccio “mentale” giusto. E’ quello che funziona. Non altro. La tecnologia che si utilizza è secondaria. Il primo step, come suggerisce Dyson, è quello di frequentare in maniera partecipativa i Network, non solo, ma anche di accompagnare queste attività in rete con contest reali “much as Nike might sponsor a local basketball game and send a rep or local sports-store owner“. In italia abbiamo un esempio in tal senso, seppur agli inizi. E’ quanto ha realizzato Barilla per il lancio del brand Alixir, del quale potete avere news qui. Alixir è partita al contrario, incontrando chi in rete ha generato buzz (positivo e negativo) per comprendere quali fossero le motivazioni, nel bene e nel male. E’ un inizio, ma molto sta, appunto, nell’approccio che una azienda vuole instaurare con la propria clientela e con i prospect. E’ quello che io chiamo l’approccio WnRM. L’intervista integrale qui.

Lo stato dell’E-Commerce in Italia

14 Marzo 2008 // Claudio Vaccaro // Aziende 2.0, Dati e Ricerche, Social Media | 3 Commenti »

La Casaleggio Associati pubblica una ricerca sull'andamento dell'E-Commerce in Italia per il 2007. Tra i dati più significativi che emergono dallo studio:

  • Crescita del mercato E-Commerce in Italia del 42,2%
  • 23 Milioni di transazioni totali, di cui 7 milioni nel settore turistico
  • Differenze sostanziali nella presenza di aziende E-Commerce tra Nord e Sud Italia
  • Solo l'8% delle aziende che fanno E-Commerce utilizzano i Media come strumento di Marketing. Il 53% delle aziende ritiene che la partecipazione in media sociali non coprano i costi

L'ultimo punto in effetti conferma la cultura ancora "immatura" delle aziende italiane nell'approccio e nello sfruttamento delle tecnologie e piattaforme sociali.

Technorati Tags: , , , ,