19 Gennaio 2010 // Claudio Vaccaro // Dati e Ricerche
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E’ davvero impressionante affiancare la “fotografia” dei comportamenti (non segmenti) della audience internet USA scattata da Forrester nel 2007 con quella appena pubblicata. Con l’affermazione su larga scala dei Social Network (Facebook ovviamente in primis, ma anche gli altri):
- aumentano considerevolmente (raddoppiano quasi) i creatori e condivisori di contenuto
- si aggiunge una nuova categoria, i “Conversionalists”, ovvero chi aggiorna il proprio status sui social network (es: Twitter, Facebook)
- aumentano i “Critics” ovvero chi mette a disposizione il proprio giudizio su prodotti e servizi (dato importante per chi si occupa di reputation management)
- aumentano ovviamente tantissimo anche gli spettatori, nel senso che i lettori di social stream (siano blog, social net, forum, wiki…) sono cresciuti tanto in questi anni, diventando un’attività quotidiana e normale per il 70% dell’audience internet
Una buona o cattiva notizia per gli investiori pubblicitari?
2007

2010

17 Novembre 2009 // Claudio Vaccaro // Advertising 2.0, Dati e Ricerche, social media marketing
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E-Marketer ci dice quanto spende l’industria dei beni di consumo in USA. E’ ancora una cifra molto bassa rispetto agli investimenti in Advertising, ma, come ci dice Debra Aho Williamson,
Guardando i social media come un modo per ascoltare i consumatori, rispondere alle loro esigenze e creare un dialogo in corso e non come un altro modo di fare pubblicità, le aziende possono rinvigorire i loro marketing e creare nuovi legami con i consumatori”
Viene sottolineato nell’articolo come molte aziende considerano i Social Media come qualcosa da cui “prendere”, senza investire. E’ ovviamente una concezione sbagliata, come abbiamo già detto. E’ ovvio che il tema culturale è centrale per incrementare quelle cifre. Noi faremo la nostra parte, ovviamente. To be continued…
13 Maggio 2009 // Claudio Vaccaro // Dati e Ricerche
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AW Trends, il report realizzato da Audiweb tramite 8.000 interviste tra il 2008 e il 2009, ci fornisce alcuni dati interessanti, ma l’attenzione mi è caduta su percentuali e device di accesso al web:
- Il 59,7% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni dichiara di avere un accesso a internet da qualsiasi luogo (casa, ufficio, studio, altri luoghi) e attraverso qualsiasi device
Siamo ancora lontani da una diffusione capillare di Internet
- Il 46,4% delle famiglie italiane ha un accesso a internet
Un po’ pochino…
-
Il 6,2% degli individui dichiara di avere accesso a internet da cellulare, smartphone o PDA
Internet mobile è ancora una scommessa…in forte espansione ma ancora una scommessa
8 Luglio 2008 // Claudio Vaccaro // Dati e Ricerche, Metriche, Social Networks, Web 2.0
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Scusate la recente latitanza ma è un periodo particolarmente “caldo”, non solo per il clima africano.
Per tutti gli interessati a comprendere come si evolve il mercato delle Web 2.0 apps e dei Social Network vi segnalo Movers 2.0, un interessante panel che riporta una classifica dei servizi più utilizzati su base totale, mensile, settimanale, giornaliera. I dati sull’audience sono ricavati da Alexa, il resto da Technorati e Google.
Un ottimo strumento per darci una fotografia immediata dei principali competitors 2.0. Credo che lo consulterò spesso, voi?
Via FrozenFrogs
4 Luglio 2008 // Claudio Vaccaro // Dati e Ricerche, Marketing 2.0
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Un interessante sondaggio è stato commissionato da FERPI (Federazione Relazioni Pubbliche Italiane) all’Istituto Piepoli, circa le abitudini, le relazioni e le opinioni degli italiani su Internet. Questi i dati più significativi:
- il 60% degli italiani non usa Internet, la maggioranza dei quali ha più di 50 anni e un titolo di studio medio basso
- il 61% degli intervistati ritiene che gli strumenti di comunicazione elettronica abbiano migliorato la propria vita sociale
- il 66% tra gli internauti utilizza la mail come medium privilegiato, seguito dai giornali web (29%) e dall’instant messaging (27%)
- Il 64% del campione intervistato sostiene che i rapporti con le aziende e le organizzazioni migliorano quando sono mediati dalla Rete
- Solo il 18% utilizza il web per conversare con le aziende, esprimere opinioni, dare impressioni a imprese, giornali o istituzioni
Leggendo il penultimo punto e confrontandolo con l’ultimo viene da farsi una domanda retorica: è un problema degli italiani o delle aziende?
23 Giugno 2008 // Claudio Vaccaro // Advertising 2.0, Dati e Ricerche
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Per chiudere la “trilogia” iniziata qui e continuata qui e per non smentire il fatto che sul web vale tutto e il contrario di tutto, veniamo a sapere che i ricavi da investimenti pubblicitari su Internet nel primo trimestre 2008 hanno avuto un incremento del 18,2% rispetto al 2007, raggiungendo la cifra record di 5,8 miliardi di dollari. E’ chiara dunque la tendenza degli advertisers a spendere sempre più denaro per campagne sul web, all’interno dei rispettivi media-mix. A fronte di questi dati sarebbe interessante però approfondire le diverse modalità utilizzate per l’advertising (banner classico/adsense/altro) e le tipologie di siti su cui si fa pubblcità (social network/blog/news/video…), anche in considerazione dei dubbi citati negli articoli precedenti. E’ evidente che per un’analisi realistica sul fenomeno non si può prescindere dal correlare la quantità con le qualità degli investimenti. Approfondiremo la questione appena avremo qualche dato in più, se intanto volete contribuire, ogni segnalazione è ben accetta!
Credits: IAB
11 Giugno 2008 // Claudio Vaccaro // Blogosfera, Dati e Ricerche, Social Networks
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Secondo i dati pubblicati da Nielsen OnLine relativamente al mercato statunitense, il Social Network più visitato in assoluto è MySpace.com, seguito da Facebook, Classmates Online e Linkedin. I dati più interessanti però riguardano l’incremento registrato in un anno da questi siti: mentre MySpace rallenta di molto la crescita e Facebook cresce del 56%, il migliore risultato lo registra Linkedin, con un +361%.

In ambito blog, la piattaforma più usata in assoluto è (senza sorprese) Blogger di Google, ma anche qui il dato interessante è quello dell’inseguitore Wordpress.com, che registra un tasso di crescita in un anno del 160%

Ma qual è la situazione in Italia?
- Tra i Social Network, il preferito sembra essere Windows Live Spaces, tra l’altro registrando un ottimo incremento del 31% (trainato sicuramente dalla diffusione di massa di MSN Messenger, sempre più killer app e “cavallo di troia” di Microsoft), seguito da vicino dalla storica (e in rinnovamento) Libero Community (+6%). Stabile Virgilio. Risulta però evidente come l’onda lunga dei Social di nuova concezione stia arrivando anche in Italia (in ritardo), con un +78% per MySpace.com e un +1200% (!!) per Facebook.
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Tra i Blog, Blogspot è come negli USA il più visitato, seguito da Wordpress, Splinder e Libero Blog. Così come negli Stati Uniti però, è Wordpress il campione di crescita, registrando un +194%

Nel caso italiano non sono stati estrapolati i “top sites” ma i più rilevanti. Come si vede, nonostante il mercato del nostro Paese abbia le sue peculiarità dovute a ragioni storiche e culturali (oltre che da posizioni dominanti dei grandi portali Libero e Virgilio), stiamo subendo una vera e propria “colonizzazione” da parte delle community più forti a livello mondiale, com’era naturale che accadesse. Quale sarà la situazione ad Aprile 2009? Saremo completamente dominati dalle corazzate statunitensi o le community italiane tireranno fuori qualcosa dal cappello per difendere le proprie posizioni?
grazie a: Iab e Inside Marketing
4 Giugno 2008 // Claudio Vaccaro // Dati e Ricerche
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Per tentare di capire meglio il fenomeno dei Social Media, intercettare i needs dei consumatori e le opportunità del mercato in termini di investimenti pubblicitari, è fondamentale conoscere chi siano gli utenti che utilizzano le piattaforme sociali, applicando il tradizionale ma sempre valido concetto di profilazione degli utenti. Simmons Research ha effettuato di recente uno studio proprio per cercare di ridurre la complessità e definire dei cluster di utenza facilmente riconducibili ad abitudini di consumo.
Eccoli elencati di seguito:
- Socially isolated: sono persone generalmente infelici della loro vita e che si sentono sole, tanto che usano meno della media degli utenti l’e-mail, ma hanno il 12% di probabilità in più della media di usare i social network e di commentare sui blog.
- Approval seekers: sono persone a cui piace seguire la moda e le nuove tendenze, comprando quello che comprano le altre persone, perciò usano i social media per incontrare persone con le stesse opinioni, ottenere suggerimenti su cosa comprare. Usano l’e-mail e gli istant messanger oltre la media degli altri utenti.
- Health and image leaders: sono persone molto attente alla salute ed al benessere, all’alimentazione e alla lotta all’invecchiamento. Hanno meno di 50 anni e preferiscono leggere i blog che trattano di televisione, videogame, musica e letteratura. Più della metà di questo segmento accede ai social network più di due volte al mese.
- Smart green: sono i sostenitori dei prodotti riciclati ed evitano quelli inquinanti, hanno più di 50 anni e ricercano online informazioni finanziare e sulla salute. La loro partecipazione ai social network, blog e podcast è nella media. Usano cartoline d’auguri elettroniche per evitare il taglio degli alberi.
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Brand-loyal: questo gruppo di consumatori non si fida di comprare brand sconosciuti. Alcuni argomenti li attirano particolarmente verso i social media. Hanno il circa il 20% di possibilità in più di leggere blog ambientali e di partecipare a social network professionali per trovare nuovi contatti.
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Stay-at-home moms: donne tra i 25 e i 49 anni che hanno almeno un bambino a casa. Usano i social network anche per ottenere consigli su come essere genitori e leggono i blog sull’argomento 5 volte in più della media. Sono autori di blog in una percentuale più alta della media, ma non amano i podcast.
- Upscale grays: sono consumatori con più di 50 anni, hanno un’istruzione superiore e guadagnano più di 100.000 dollari l’anno, ma usano poco i social media: leggono i blog e forum, chattano quasi il 40% in meno della media e usano i social network il 70% in meno della media. Fanno eccezione solo i siti di social network, a cui partecipano con una percentuale superiore alla media.
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First-time home buyers: chi deve acquistare una casa ha ottime probabilità di cercare informazioni online a proposito di tutto quello che riguarda la proprietà di un’abitazione. Questo gruppo di consumatori è composto da persone con meno di 35 anni molto attivi sui social network, i blog e i podcast sia per restare in contatto con le persone che per cercare informazioni.
- Divorced. Gli utenti divorziati, sia donne che uomini, usano i social network per conoscere le persone e fissare degli appuntamenti. Le donne usano di più i social network e acquistano online il 20% in più. Gli uomini invece visitano il 52% in più i siti sportivi. Né gli uomini né le donne hanno una particolare predilezione per i i blog, le chat o i forum, anche se le donne usano più della media i messaggi, mentre gli uomini usano le e-mail il 45% in più della media per comunicare con i loro figli.
A mio giudizio è estremamente positivo che si moltiplichino ricerche di questo tipo, sia per comprendere meglio le abitudini del nuovo “prosumer” (il cui profilo al momento è ancora molto confuso), sia per individuare al meglio le strategie di advertising e marketing 2.0 più consone al mezzo e all’utenza che ne fa uso.
Via Mediameter
9 Maggio 2008 // Claudio Vaccaro // Dati e Ricerche, Marketing 2.0
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Proseguendo nella citazione della miniera di info prodotte da Paul Gillin, iniziata con il famoso vademecum sul Social Media Marketing, mi premeva qui riportare alcuni dati che ho recuperato e che tornanano utili a proposito di quanto riportato al recente IAB.
La ricerca (che potete scaricare qui) è stata effettuata tra 297 professionisti della pubblicità, del marketing, delle PR e della comunicazione aziendale, i quali affermano che:
- i social media stanno diventando sempre più preziosi (57%)
- sono centrali nella propria strategia di comunicazione (27%)
- sono inutili (solo il 3%)
I Social Media più utili a supportare le nuove strategie di Marketing 2.0 sono considerati:
Ciò su cui c’è ancora da lavorare, come ricordavo nel precedente post, è sull’advertising e le agenzie di comunicazione, che non sembrano ancora investire molto in questo settore: anche negli USA, un’agenzia di marketing su tre, prevede di spendere meno di 300 mila dollari nel Social Media Marketing. C’è però un dato opposto che dà una misura dell’espansione del fenomeno: il 29% dei professionisti del Marketing prevede di investire più di 2 milioni di dollari sui social network.
Technorati Tags: social media marketing, ricerche, dati, investimenti, paul gillin
14 Marzo 2008 // Claudio Vaccaro // Aziende 2.0, Dati e Ricerche, Social Media
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La Casaleggio Associati pubblica una ricerca sull'andamento dell'E-Commerce in Italia per il 2007. Tra i dati più significativi che emergono dallo studio:
- Crescita del mercato E-Commerce in Italia del 42,2%
- 23 Milioni di transazioni totali, di cui 7 milioni nel settore turistico
- Differenze sostanziali nella presenza di aziende E-Commerce tra Nord e Sud Italia
- Solo l'8% delle aziende che fanno E-Commerce utilizzano i Social Media come strumento di Marketing. Il 53% delle aziende ritiene che la partecipazione in media sociali non coprano i costi
L'ultimo punto in effetti conferma la cultura ancora "immatura" delle aziende italiane nell'approccio e nello sfruttamento delle tecnologie e piattaforme sociali.

Technorati Tags: e-commerce, italia, casaleggio associati, social media, aziende italiane
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