Codice Internet: come divulgare Internet alle persone

25 Luglio 2008 // Claudio Vaccaro // Divulgazione, Social Ideas, Web 2.0 | Scrivi commento »

Le capacità di divulgatore di Marco Montemagno sono fuori discussione, le sue performance live e il suo programma su Sky trasmettono passione e competenza, mescolate con l’abilità di far capire concetti anche complessi ai più. Uno dei suoi “cavalli di battaglia” è sempre stato la critica alle modalità con le quali gli old-media trattano l’argomento Internet, deformando la realtà, mistificando, generando paure ingiustificate per fare notizia.
Con il progetto Codice Internet, lanciato proprio da Marco, si vorrebbe superare questo gap, costruendo un think-thank e un centro di di Internet per le persone. Ecco il video che spiega il tutto. Anche il sottoscritto, ovviamente, aderisce. In bocca al lupo, a tutti.

Il futuro dei Social media?

12 Giugno 2008 // Dr_Who // Riflessioni, Social Ideas, Social Media, Social Networks | 2 Commenti »

Sul blog del mio amico Sacha Monotti leggo un interessante post sul futuro dei . Ne h già parlato qui, ma lo riporto anche su Socialware per amor d coerenza..

Prevedere un tale fenomeno è molto difficile.
Quel che mi sento di dire, però, è che i permettono una interazione bidirezionale, ma la chiave di volta è interpretare il modo attraverso cui questa interazione avvine/avverrà. Se è vero che esiste il fenomeo di una reinterpretazione dei contenuti, dei mush-up, molto probabilmente le aziende dovranno rivedere - per ora - il modo di coltivare questa bidirezionalità. Ad oggi, per il grado di evoluzione che abbiamo, è troppo azzardato lasciare tutto in mano alla rete; per due ordini di motivi: 1) le aziende non sono pronte 2) la rete non è così pronta [appunto per il motivo che dicevo prima]. Quello che mi aspetto è un percorso che Aziende e Rete possono intraprendere insieme, non forzando le tappe, ma interpretandole giorno per giorno. Anzi costruendole giorno per giorno. In questo cammino un grosso sforzo è richiesto alle aziende, ce devono reinterpretare la relationship, non più in ottica CRM, ma in ottica WnRM (Wiki Neighbourhood relationship Management). L’unica cosa certa è che vivremo in ere in cui uno dei principali capitali sarà la Relazione. Chi per primo lo capirà, avrà un vantaggio competitivo duraturo e difendibile.

L’instant blogging “emozionale” di Myopencity

22 Maggio 2008 // Claudio Vaccaro // Social Ideas, Social Networks, User Generated Content | 1 Commento »

myopencity socialware social media
Una delle tendenze indubbiamente più innovative che riguardano i Social Network è relativa alla dei contenuti UGC e delle persone di una community. Grazie a mash up ad esempio con Google Maps è possibile mappare contenuti e presentare i risultati di una ricerca inserendoli in una mappa, cosa che migliora notevolmente l’esperienza utente.
In questo filone si inserisce il neonato Myopencity, che i creatori lo definiscono il primo sistema di instant blogging emozionale. Perchè “emozionale”? Perchè l’interfaccia consente di condividere “stati d’animo” associandoli a un’emoticon e a un indirizzo sulla mappa. Si possono segnalare (sia per scopi promozionali sia semplicemente per condivisione) eventi, attività, luoghi di interesse, vissute, idee utili. L’utente può inoltre aggiungere ulteriori informazioni legate alle sue preferenze (“un motivo per conoscermi”, “un motivo per evitarmi”, “nel mio lettore mp3 non può mancare”….), costruendo insomma un emotional-mapping in formato social, con l’indiscutibile vantaggio anche per il fruitore di contenuti di conoscere ciò che di interessante offre la propria città.
Senza dubbio un’idea molto originale, oltre che un’ottima implementazione dell’approccio geolocal.
Provatelo e fateci sapere cosa ne pensate.

Interpretazioni Social: memorie e ricordi UGC

21 Maggio 2008 // Dr_Who // Social Ideas, Social Networks, User Generated Content | Scrivi commento »

linkory socialware social media

Dal Blog di Maurizio leggo un interessante post su un nuovo Social Network: Linkory. Si tratta di una piattaforma che mette insieme persone che condividono memorie e ricordi: un evento importante, pubblico o privato, con amici che lo hanno condiviso, ma anche con persone sconosciute. Introduce il concetto della valorizzazione della Citizen History, la storia vista con gli occhi delle persone. Un concetto veramente affascinante, che se ben interpretato, può fornire [ex-post] una visione critica, oggettiva e distaccata di certi fenomeni di pubblico dominio. Sono daccordo con Maurizio quando afferma che il prossimo futuro ci riserverà servizi complessi, non tanto, secondo me, nella logica, quanto nella declinabilità prospettica.

Dr_Who

OpenSocial: e alla fine arriva Google

6 Novembre 2007 // Claudio Vaccaro // Aziende 2.0, Prodotti e Servizi, Social Ideas, Social Media, Social Networks, User Experience | 4 Commenti »

google socialware
Prima o poi doveva succedere. Tutti bene o male ci siamo chiesti chi sarebbe arrivato prima di altri a lanciare il “super-social”, il grande contenitore che riuscisse a far parlare piattaforme e social-network diversi, presentando all’utente un’unica interfaccia. Molti si sono chiesti come mai la grande G non aveva ancora proferito parola. Ora l’ha fatto e come al solito è arrivata prima degli altri.
Google ha presentato Open Social, ma a differenza di quanti (come noi) si aspettavano un proprietario in grado di colloquiare con gli altri mondi, la nuova creatura dell’azienda di Mountain View pare essere una serie di API utilizzabili per sviluppare applicazioni che acquisiscano e rialaborino dati provenienti da differenti. Inutile dire che ce n’era bisogno, visto che di standard e linguaggi comuni ce n’è sempre bisogno. La sensazione è che ora il “vaso di pandora” sia stato aperto e che presto verranno alla luce una miriade di applicazioni-cross piattaforma. Al momento questi sono i primi partnerdell’iniziativa.

Social Network per la terza età

30 Ottobre 2007 // Claudio Vaccaro // Business Models, Dati e Ricerche, Marketing 2.0, Social Ideas, Social Media, Social Networks, Web 2.0 | 3 Commenti »

anziani social network
Le analisi che periodicamente vengono effettuate sul target di utenti dei ci dicono che l’età media è piuttusto bassa, compresa in una fascia tra i 18 e i 30 anni.
Le ragioni sono scontate: una maggiore confidenza/abitudine nell’uso delle teconologie, una più spiccata attitudine ad accogliere le novità, la voglia di conoscere amici, persone dell’altro sesso, contatti di lavoro, ecc..
Ma cosa succederebbe se venissero applicate le potenzialità collaborative dei al “mondo” della terza età, studiando come offrire servizi 2.0 agli anziani?
Sulla necessità di rifletterci credo non ci sia bisogno di soffermarsi, viste:

  • le tendenze demografiche in Italia e in Europa (invecchiamento costante della popolazione) e quindi l’aprirsi di un vasto mercato di “nuovi utenti”
  • le caratteristiche di semplicità di utilizzo, possibilità di generare gruppi di supporto/aiuto/collaborazione e condivisione di esperienze tipiche degli strumenti che ben si adattano alle esigenze del pubblico “over 60″
  • la disponibiltà di una fetta consistente di anziani a dedicare tempo ed energie per imparare a utilizzare le nuove tecnologie (secondo uno studio il 56% delle persone intervistate ha fissato tra gli obiettivi prioritari della propria “vita da pensionati” quello di imparare ad usare il computer).

La domanda da porsi è sicuramente come fare a coinvolgere i non più giovani perché uno strumento come quello dei possa cominciare a penetrare anche in quella fascia di persone. Da un lato occorre sicuramente incentivare iniziative top-down da parte delle amministrazioni pubbliche (corsi, incontri, discussioni), dall’altro, dovendo ad esempio ipotizzare una start-up dedicata a questo target (una scommessa di business?), credo che non si possa prescindere da:

  • Una spinta ancora maggiore verso l’usabilità, con test dedicati e mirati alle modalità di fruizione/apprendimento di un utente anziano. Andrebbero ad esempio eliminati tutti i “fronzoli” (funzionalità non “core”), che spesso sono la sostanza visiva di alcuni
  • Una supporto di e-learning/autoapprendimento consultabile sul sito, che segua step-by-step l’utente “over 50″ nella comprensione dell’interfaccia
  • Una campagna mediatica che parli il linguaggio della fascia di età in esame, ovviamente sui canali tradizionali (TV, Stampa, Radio, Affissioni)

Intanto scopriamo che in Inghilterra il DWP (Department for Work and Pensions) ha messo online il suo social network, al fine di promuovere il dibattito tra i non più giovani e il Governo.
A mio giudizio sono solo le prime mosse che vedremo per coinvolgere un target che, così come si è visto nel settore del turismo, dell’alimentazione e della medicina, può offrire un ampio margine di profitto.

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