Social Media e time management: l’organizzazione del tempo nell’era del Web 2.0

3 Dicembre 2009 // Claudio Vaccaro // Social Media | 14 Commenti »

Con l’utilizzo costante di servizi Web 2.0 e dei siamo bombardati da stimoli continui e da una quantità di informazioni che potenzialmente ci possono mandare in corto circuito da overload di bit: il volume di messaggi che riceviamo su diversi device e di diversa importanza, le fonti che dobbiamo consultate per tenerci aggiornati, le attività di condivisione e di relazione rischiano di farci smarrire la bussola oltre che farci perdere produttività nelle ore lavorative. E’ quindi essenziale organizzarsi, per concentrare le energie nelle direzioni giuste. Vi propongo la mia “ dieta” (assolutamente PROVVISORIA), in questo post un po’ diverso dal solito. E voi, come vi organizzate?

[addendum: poi sul concetto di vacanza ci scrivo un altro post, per me quella vera è spegnere tutto quello che c'è scritto sopra]

[addendum2: qui un bel video ironico su come un approccio "alla " trasformerebbe le riunioni in azienda]

Come cambia l’organizzazione aziendale con l’approccio Marketing 2.0

11 Novembre 2009 // Claudio Vaccaro // Enterprise 2.0, Social Media | Scrivi commento »

social media management e organizzazione aziendale

Ecco, questo è il genere di schematizzazione che avrei voluto fare io: Mauro Lupi è riuscito a illustrare in una sola chart come un approccio di , ovvero tipico di aziende che rispettano il ciclo ascolto > promozione > > monitoring, debba riflettersi anche nell’. La  struttura rigida a “silos”, così come non funziona più nelle vecchie distinzioni tra Marketing e IT, non si può applicare più né sul piano della di né sul piano dei processi: questo perchè come più volte abbiamo detto internet ha scardinato quel sistema. E non lo si può fare non perchè sia sbagliato in sé per sé, ma semplicemente perché si perdono opportunità di business e di brand management notevoli.

Ancora una volta, adottare un approccio conversazionale dell’azienda con i propri clienti/utenti/dipendenti, sia per progetti e finalità di interna (), sia a livello di e PR esterne, è più una issue di processo e cultura, più che di strumenti. Un approccio basato sulla multicanalità e la trasversalità, oltre che sulla bidirezionalità.

Per intenderci: l’ultima ruota del carro, l’ultimo e meno strategico dipendente potrebbe avere un blog seguito da centinaia di persone e senza saperlo potrebbe essere il migliore alleato del marketing aziendale. Come ricondurre il tutto a un processo che riesca a stare in piedi (a volte la interna tra reparti è così difficile, si sa) e trasformarlo in valore reale è un tema e una sfida che dovranno cogliere gli esperti di Human Resources e .


Investimenti in Social Media Marketing: le previsioni

10 Luglio 2009 // Claudio Vaccaro // Social Media | Scrivi commento »

social media marketing forecast forrester

Nel recente studio sulle di investimenti pubblicitari in Online (mercato USA), Forrester sostiene che per il questi saranno gli anni della crescita costante.
La spesa sostenuta dagli investitori per attività di Marketing nei da oggi al 2012 crescerà infatti a un ritmo del 34% anno su anno, portandosi a un totale annuo di 3 Miliardi di Dollari.
Una buona notizia, anche se è opportuno valutare le proporzioni di questo dato rapportandolo al totale degli investimenti in interactive previsti, che sempre secondo Forrester raggiungeranno la cifra (impressionante) di 55 miliardi di dollari. Il , ovviamente, continua a dominare.

Social Media Marketing, Marketing 2.0, potere di engagement: conoscere per non sbagliare

6 Luglio 2009 // Claudio Vaccaro // Marketing 2.0, Social Media | 2 Commenti »

Colgo l’occasione offerta da due ottime presentazioni sul tema Brand reputation e Social marketing: “Sintonizzarsi con il nuovo marketing” dell’amico Davide Basile a.k.a. Kawakumi e “Brand Reputation nell’era delle social media technologies” del “collega” Andrea Colaianni, nelle quali ho ritrovato questa mia slide che a quanto pare ha convinto e che avevo inserito nella mia presentazione per il convegno Rimini Web Marketing Event, per spiegarne meglio il razionale.
social media marketing curve influenza
In questa slide avevo provato a delineare come le azioni di si traducono in potere di engagement di utenti e clienti in funzione del tempo. E’ molto importante infatti in chiave avere una chiara visione su quali vantaggi può dare ogni declinazione di Social Marketing e in quanto tempo si traduce in effetti benefici sul proprio Brand, in modo da poter scegliere la e gli strumenti più adatti al contesto in cui ci si trova. E’ fondamentale comprenderlo sia per le aziende che vogliono investire in questo ambito per dotarsi di una “2.0″, sia per le agenzie che vendono consulenza, in modo da confezionare il vestito il più “tailor made” possibile. Non esiste una ricetta buona per tutti, mai come ora infatti il Marketing è comprensione approfondita dei valori del Brand. Soluzioni a scatola chiusa (tipo “ti faccio la fan page su ”) che propugnano il miraggio del “Social bello ed economico” si traducono in clamorosi errori di (o per lo meno in azioni inutili) di aziende mal consigliate da agenzie 2.0 ben ridicolizzate da Gianluca.

Microblogging war o sfida finale sulla Search?

3 Luglio 2009 // Claudio Vaccaro // Social Media | 3 Commenti »

search microblogging

Stiamo assistendo a grandi manovre delle big company attorno al tema caldo del . Tocca cercare di capirci qualcosa sugli obiettivi di queste manovre e sugli scenari prossimi venturi.


si sta di fatto affermando come standard de facto del , facendo leva su:

  • Estrema semplicità (minimalismo funzionale)
  • Estrema scalabilità (API)
  • Estrema rintracciabilità (status pubblici e realtiva)

Il valore intrinseco di sono quindi le CONVERSAZIONI: status istantanei pubblicati sulla piattaforma (anche e soprattutto da un arcipelago di applicazioni esterne) ma soprattutto RICERCABILI.

facebook
invece sta diventando sempre di più “il” Social Network, il posto dove trovo TUTTE le persone e stabilisco con loro delle relazioni.
Il valore di sta nella PROFILAZIONE, nella quantità di enorme che ha raccolto e raccoglie costantemente sui suoi utenti. Un valore enorme che però non riesce ad essere pienamente pervasivo e sfruttato, visto che è un ambiente ancora “chiuso”. Fino ad oggi infatti status e informazioni pubblicate dalla sua massa di utenti erano consultabili solo dall’interno e solo da chi aveva stabilito una relazione. Logica pura del Social Networking, insomma.

Ma le ultime due mosse di Facebook (ovvero la possibilità di associare il proprio profilo a un Permalink statico e la possibilità di rendere pubblico a tutti lo status) ci indicano con chiarezza la direzione verso cui si vuole muovere: si potrebbe dire che vuole fare .

La vera battaglia però non è sul né sul Lifestreaming, la vera battaglia sarà sul più antico e più redditizio business della rete: la .
Introducendo infatti lo status pubblico, potrà dotarsi di strumenti di ricerca molto più avanzati e soprattutto aperti di quelli che ha ora. Ricerca che suggerisce molteplici modelli di e molteplici nuove fonti di revenues per loro.
E anche , nonostante personalmente io sia convinto che abbia come unico quello di essere venduto a (gli inventori sono gli stessi di Blogger, il gioco ormai l’hanno capito…), avrà come unica possibilità di monetizzazione dal web proprio la sua search.

google
Che la guerra sarà in definitiva sulla lo dimostra il fatto che il “terzo incomodo” non sta alla finestra. Già, perchè fin’ora abbiamo fatto i conti senza l’oste: , il RE della , sta subendo attacchi incrociati diretti proprio sul suo core business, ad esempio da Mircrosoft con Bing e dal Social Web in gernerale. E come reagisce quindi?

  • Prima ha provato a comprarsi , non riuscendoci. Ma si rifarà sotto sicuramente.
  • Ora annuncia che lancerà un servizio di “Microblogging Search“, che possiamo scommetterci funzionerà secondo gli standard qualitativi a cui Big G ci ha abituato

E Friendfeed?

I giochi sono appena cominciati…

Aggiornamento 3 Luglio: ecco come la vede Murdoch, leggi My Space

Case histories sul Social Media Marketing

30 Giugno 2009 // Claudio Vaccaro // Social Media | 2 Commenti »

social media marketing

Spesso a chi si trova a dover spiegare (alla propria azienda o a un cliente) perché vale la pena investire in , viene chiesto di fornire qualche case history a supporto. La diffidenza si supera con l’esempio, si sa.
Ho trovato un po’ in ritardo rispetto alla sua pubblicazione questo corposo elenco pubblicato sul blog di Peter Kim, che raduna , fan page di , brand communities, video virali e azioni diverse di per ben 324 brand.

Ecco il link:
http://www.beingpeterkim.com/2008/09/ive-been-thinki.html

L’importante però, come dice Luca è chiarirsi se:

dovremo imparare a vendere i o insegnare alle aziende ad integrarli all’interno dei loro modelli di ?

Marketing 2.0: visione, strategia, strumenti

25 Novembre 2008 // Claudio Vaccaro // Advertising 2.0, Aziende 2.0, Marketing 2.0, Social Media | 15 Commenti »

Partecipare al Rimini Web Marketing Event svoltosi il 22 e 23 Novembre scorsi e organizzato da Titanka! è stata un’esperienza entusiasmante.
300 partecipanti, tanti relatori di alto livello, organizzazione perfetta. Ecco le slide della mia presentazione che verteva sulle tematiche a noi più care: il e l’approccio conversazionale. Troverete una parte più divulgativa sui cambiamenti del mercato e dei clienti (valore delle nicchie e del ) e una più tecnica sui modelli strategici per incrementare Brand Awareness, Brand Loyalty e Brand Reputation con gli strumenti più opportuni (, Corporate Blogging, & , ). La discussione è ovviamente aperta.

Ringrazio di cuore Fabio Sutto per avermi coinvolto e tutti i colleghi che ho avuto il piacere di conoscere e con cui ho condiviso momenti interessanti e anche divertenti: Salvatore Cariello, Alessandro Binello, Luca Dalla Villa, Alessandro Cappellotto, Adriano Gasparri, l’amica di Crazy Marketing Anna Torcoletti…e tutti gli altri.

Memetrackers italiani, unitevi

3 Luglio 2008 // Claudio Vaccaro // Blogosfera, Prodotti e Servizi, Social Media | 4 Commenti »

meme tracking buzz

E’ un momento di subbuglio e novità per il meme-tracking in Italia. Per chi non conoscesse il termine, un memetracker è un sito-aggregatore che traccia e presenta le conversazioni (il “”) e gli argomenti più discussi (i “meme“, appunto, anche se la parola ha un significato molto più ampio) che avvengono in Rete, in particolare nei Social Media, organizzandole secondo sue logiche. Per farlo, il memetracker scandaglia costantemente migliaia di fonti RSS tra blog, video-sharing, photo-sharing e altri siti UGC e le reaggruppa dandogli maggiore o minore importanza secondo gli algoritmi che ha implementato. Tra le funzioni più tipiche di un memetracker spesso troviamo gli argomenti più discussi della giornata, gli ultimi post, i video/foto più embeddati, i tag più utilizzati, la classifica dei blog più autorevoli/citati, ecc…
Insomma, una specie di bussola per orientarci nel mare magnum delle parole riversate ogni giorno sul web e un’utile fotografia che ci fornisce il polso della situazione. A queste funzioni vengono a volte associati meccanismi di ranking e voting per fornire un ulteriore filtro e interpretazione della popolarità di certe discussioni.
In Italia c’è fermento, dicevamo, perché nuovi esperimenti vengono alla luce, altri ritornano, altri ancora si consolidano. Alla luce di queste novità, vediamo quale sarà lo scenario dei memetrackers in lingua italiana.

  • Blogbabel: è stato probabilmente l’unico vero memetracker italiano, prima di essere chiuso a seguito di diverse polemiche su cui è inutile tornare. Quello che conta è che sta riaprendo: vedremo su quali funzioni Ludovico Magnocavallo & C. punteranno e come verranno implementate. Di sicuro sembra che verrà dato maggior rilievo al rispetto alle tanto criticate classifiche della , che diventeranno un accessorio marginale. Inoltre si preannunciano “funzionalità sociali” (immaginiamo: voting, commenti, segnalazioni, ecc…)
  • Memesphere: è stato appena rilasciato in beta questo nuovo memetracker targato BlogMeter (Sacha Monotti/Vittorio Di Tomaso) e Andrea Toso. Ispirato a Techmeme, a un primo sguardo sembra un prodotto ben fatto che si caratterizza al momento per quattro funzioni fondamentali: un tracking delle conversazioni dalla (”dalla coda lunga”), uno per le conversazioni dai mass media (”dal mainstream”), una definizione da Wikipedia di un termine molto citato (originale!) e una tag-cloud degli argomenti più discussi. Di sicuro mancano ancora diverse funzionalità per farne uno strumento completo, ma a quanto pare le vedremo “in progress”. Nell’intervista a Vittorio di Tomaso potete avere maggiori info.
  • Wikio: è nato in Francia, ma la sua forza è sicuramente la localizzazione, essendo stato calato in sei blogosfere diverse (Francia, Spagna, Germania, Italia, USA, UK). Indubbiamente è un ottimo strumento, per completezza di informazioni e possibilità offerte all’utente. non è un memetracker puro, ma è anche un news-aggregator che consente di costruirsi la propria “rassegna stampa digitale” basata sulla scelta dei tag preferiti. Le classifiche giocano un ruolo marginale rispetto alla possibilità di navigare nelle news dai giornali online, nel dalla e tra i video più gettonati del momento. Il voting è molto evidente. Interessante l’introduzione della sezione “Shopping” che consente di scoprire quali sono i prodotti più chiacchierati, visualizzare giudizi e consigli degli utenti, valutare i prezzi ed eventualmente acquistare.

Ho dimenticato qualcuno?

Firefox 3, il record battuto e il Marketing 2.0

19 Giugno 2008 // Claudio Vaccaro // Aziende 2.0, Blogosfera, Marketing 2.0, Prodotti e Servizi, Social Media | 2 Commenti »

firefox strategia comunicazione
Con oltre 8 milioni di download (mentre scrivo siamo a 11) del browser Firefox, a quanto pare Mozilla Foundation è riuscita nell’impresa annunciata di battere il record di download in un solo giorno, impresa battezzata appunto “Download Day“. Un risultato eccezionale che darà nuovo impulso alla costante e progressiva erosione di quote mercato nei confronti del rivale di sempre Explorer (a quando il pareggio?).
E’ interessante qui però sottolineare quelli che sono secondo noi i tre aspetti fondamentali di questo successo, che possono essere presi come paradigma generale per la riuscita di un prodotto web e che coincidono tra l’altro con il modello delle 3 P che avevamo pubblicato a proposito del .

1) Ottima Piattaforma/Prodotto: è universalmente riconosciuto come un ottimo prodotto, migliorabile chiaramente, ma superiore al competitor di punta.

2) Ottima Promozione/: Mozilla Foundation e tutti i partecipanti della comunità di sostegno a utilizzano uno stile di e una modalità di promozione assolutamente perfetti. Ad esempio già la scelta di lanciare la sfida del “Download Day” è stata azzeccata e vincente. Di seguito un esempio lampante di stile di .
mozilla firefox comunicazione strategia

3) Convinta Partecipazione: essendo un prodotto open source, si avvale del sostegno di milioni di persone nel mondo, che sviluppano, promuovono, discutono, diffondono il marchio e opinioni positive, producendo un gigantesco. La motivazione di base è che viene percepito come prodotto “degli utenti per gli utenti”, migliorato costantemente grazie ai loro consigli e diffuso grazie alla loro rete di contatti. Ogni utente di si trasforma in un potenziale “engager”, che convince altri utenti a scegliere il browser Mozilla. Insomma, l’essenza del Marketing 2.0. Il grafico sotto che traccia il generato in merito alla parola “ 3″ nei blog è utile a capire le dimensioni del fenomeno
firefox3 buzz

E voi cosa ne pensate?

Il futuro dei Social media?

12 Giugno 2008 // Dr_Who // Riflessioni, Social Ideas, Social Media, Social Networks | 2 Commenti »

Sul blog del mio amico Sacha Monotti leggo un interessante post sul futuro dei . Ne h già parlato qui, ma lo riporto anche su Socialware per amor d coerenza..

Prevedere un tale fenomeno è molto difficile.
Quel che mi sento di dire, però, è che i permettono una interazione bidirezionale, ma la chiave di volta è interpretare il modo attraverso cui questa interazione avvine/avverrà. Se è vero che esiste il fenomeo di una reinterpretazione dei contenuti, dei mush-up, molto probabilmente le aziende dovranno rivedere - per ora - il modo di coltivare questa bidirezionalità. Ad oggi, per il grado di evoluzione che abbiamo, è troppo azzardato lasciare tutto in mano alla rete; per due ordini di motivi: 1) le aziende non sono pronte 2) la rete non è così pronta [appunto per il motivo che dicevo prima]. Quello che mi aspetto è un percorso che Aziende e Rete possono intraprendere insieme, non forzando le tappe, ma interpretandole giorno per giorno. Anzi costruendole giorno per giorno. In questo cammino un grosso sforzo è richiesto alle aziende, ce devono reinterpretare la relationship, non più in ottica CRM, ma in ottica WnRM (Wiki Neighbourhood relationship Management). L’unica cosa certa è che vivremo in ere in cui uno dei principali capitali sarà la Relazione. Chi per primo lo capirà, avrà un vantaggio competitivo duraturo e difendibile.