9 Novembre 2009 // Claudio Vaccaro // User Experience
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Cosa rende efficace un Social Network? Cosa spinge gli utenti a frequentarli e come fare in modo che ritornino? E’ solo un tema di marketing e comunicazione o è fondamentale rispondere a queste domande già in fase di progettazione e design dell’esperienza utente? Provano a dire la loro sul tema Gianandrea Giacoma e Davide Casali con questo loro nuovo ottimo lavoro che spiega l’approccio del “design motivazionale” alla progettazione di Social Network. Capire la motivazione che muove gli utenti è fondamentale per disegnare un ambiente che la implementa e, aggiungo io, per proporre una corretta reason-why di marketing e uno stile di comunicazione adeguato al proprio target. Sul web insomma tutto è collegato, ma questo lo sapevamo già, no?
27 Giugno 2008 // Claudio Vaccaro // Social Networks, User Experience
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Due interessanti presentazioni per iniziare ad affrontare l’argomento “social attention“, ovvero il valore e la misurabilità dell’attenzione all’interno delle piattaforme sociali su web, tema che ultimamente mi sta interessando molto e che fra l’altro è di recente attualità. Sono intuibili e vanno sicuramente approfondite le implicazioni dell’attenzione con il successo di servizi Web 2.0 e con la redditività dell’advertising. Esiste o va ancora formulata una teoria/guida per incrementare il livello di attenzione sul web, in particolar modo nei Social Network?
17 Marzo 2008 // Dr_Who // Marketing 2.0, Riflessioni, Social Media, Social Networks, User Experience
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Paolo Pontoniere su L’espresso ci regala una interessante intervista con Chris De Wolfe, founder e Ceo di MySpace, nella quale si fa il punto sul “fenomeno” dei social network. Molti sono gli elementi che vengono fuori. Uno tra tutti il fatto che frequentare i social non è una moda, un fenomeno passeggero, ma sta diventando il mezzo più comune per rapportarsi con gli altri, per ascoltare musica e lavorare. Quest’ultimo aspetto pare sia il più “innovativo”. Personalmente non mi sorprende: frequento con una certa sistematicità Linkedin, Facebook, che utilizzo appunto per lavoro ponendo “questions” per quei temi sui quali necessito di un orientamento e di punti di vista differenti. Il risultato? Funziona! C’è uno spirito partecipativo attivo, ed il plus che noto è la “criticità” ed obiettività delle risposte: un feedback prezioso per chi vuole essere aperto a nuovi punti di vista. Ritengo che lo spirito dei social e del loro utilizzo, sia destinato a rafforzarsi nel tempo: la generazione di internet sta crescendo, e si porterà appresso new habitus che faranno evolvere il social. Ci sarà una transizione non solo generazionale, ma anche di scopi [come afferma Chris De Wolfe]. Un processo di crecita ineluttabile.
6 Novembre 2007 // Claudio Vaccaro // Aziende 2.0, Prodotti e Servizi, Social Ideas, Social Media, Social Networks, User Experience
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Prima o poi doveva succedere. Tutti bene o male ci siamo chiesti chi sarebbe arrivato prima di altri a lanciare il “super-social”, il grande contenitore che riuscisse a far parlare piattaforme e social-network diversi, presentando all’utente un’unica interfaccia. Molti si sono chiesti come mai la grande G non aveva ancora proferito parola. Ora l’ha fatto e come al solito è arrivata prima degli altri.
Google ha presentato Open Social, ma a differenza di quanti (come noi) si aspettavano un social network proprietario in grado di colloquiare con gli altri mondi, la nuova creatura dell’azienda di Mountain View pare essere una serie di API utilizzabili per sviluppare applicazioni che acquisiscano e rialaborino dati provenienti da social network differenti. Inutile dire che ce n’era bisogno, visto che di standard e linguaggi comuni ce n’è sempre bisogno. La sensazione è che ora il “vaso di pandora” sia stato aperto e che presto verranno alla luce una miriade di applicazioni-cross piattaforma. Al momento questi sono i primi partnerdell’iniziativa.
3 Ottobre 2007 // Claudio Vaccaro // Blogosfera, Riflessioni, Social Media, User Experience, User Generated Content, Web 2.0
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Ho seguito con interesse un thread “trasversale” nei vari blog e siti che seguo, il cui denominatore comune è una valutazione pessimistica circa l’impatto rivoluzionario dell’ondata Web 2.0 e una lettura negativa del valore reale della blogosfera. La sostanza è che l’UGC (User Generated Contents, i contenuti generati dagli utenti, ovvero una delle basi dei media partecipativi), in realtà sarebbe un affascinante abbaglio, ma non genererebbe né qualità, né partecipazione, né effettivo business a lungo termine. Cerco di riassumere le osservazioni critiche che vengono mosse al fenomeno: Read the rest of this entry »
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