Profilazione utenza Vs. violazione della privacy

24 gennaio 2008 // // Riflessioni | 4 Commenti »

PrivacyDove finisce la libertà di un’azienda di profilare consumi, gusti e comportamenti dei propri utenti (a scopo CRM ma anche di revenues dirette dalla vendita di questi dati) e dove comincia la violazione della privacy degli utenti stessi? Secondo il Garante della Privacy italiano, la questione dovrebbe risolversi in due mesi, imponendo agli operatori di TLC di non conservare tali dati, “neanche per fini di giustizia”.
Ora, a prescindere dal fatto che come al solito i limiti sono poco chiari e le “scappatoie legali” individuabili possono essere tante, viene da sorridere pensando come sia ridotta la visione di persone che dovrebbero presidiare certi temi e “garantire” la nostra privacy.
Davvero crediamo che SU INTERNET basti intimare solo agli operatori di TLC di non conservare dati riguardanti la navigazione, quando può farlo (o meglio: lo fa già) la più grande azienda al mondo di advertising e servizi su Internet (leggasi: Google)? Possiamo essere d’accordo in linea generale sul principio, almeno sul porre dei limiti alla profilazione “inconsapevole” degli utenti, ma pensare che basti riferirsi alle aziende di TLC per risolvere la questione è totalmente privo di senso. Voi che ne pensate?

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Commenti:

  1. 1 Sandro kensan said at 6:24 on gennaio 25th, 2008:

    Non è la stessa cosa l’isp e google. La mia connessione esce su un gateway wind e quindi l’ISP conosce tutte le mie mosse su Internet, google conosce quel che faccio quando uso i suoi strumenti e se sono accorto e cioè se uso un software anonimizzante e se ho i cookie disabilitati o cancellati a ogni riavvio, google conosce molto poco di me.

    Se poi si suppone che google sia onesta allora non loggandosi i cookie non vengono letti e se si ha un ip dinamico si informa il motore di ricerca solo delle navigazioni della sessione.

    Poi io non uso gmail e i servizi lesivi della privacy di google. Comunque google ha una visione limitata delle navigazioni dell’utente, mentre l’isp ha il completo controllo.

  2. 2 nekuya said at 12:09 on febbraio 20th, 2008:

    @sandro
    il problema non credo siano gli utenti accorti come te ma quelli che non sanno o che non vogliono perdere tempo a cancellare i cookie ogni volta. Ad avere un mail server privato, non usare serviz di socil news etc

    In ogni caso dove non arriva google arriva Yoahoo: hai presente quanti dati lascia che un servizio tipo mybloglog?

    in fondo i cookie sono utili, diciamolo. Navigare come fai tu (se effettivamente sei tanto diigente) significa perdere la metà del tempo a evitare un controllo che, come giustamente noti, se non è di google e dell’isp.

    Le pw sono le attuali catene del web, per i servizi gratuiti servono solo a tracciare le persone.

    W OpenId!

  3. 3 Claudio Vaccaro said at 11:13 on febbraio 20th, 2008:

    si, concordo con nekuya. In linea di principio Sandro può aver ragione ma alla fine tocca essere utenti come minimo sopra la media per tentare di “sfuggire” alla raccolta dati.

  4. 4 paolo said at 6:37 on dicembre 21st, 2008:

    salve, gradirei sapere se ce qualcuno piu’ informato di me su questo fatto: un utente di un sito, ha messo in asta un oggetto, allorche’ io gli feci una domanda mediante l’ apposito modulo fai una domanda.la mia domanda era: salve, gradirei delle foto aggiuntive presso il mio indirizzo e-mail paoloxxxxxx@libero.it, chiedendo esplicitamente che non vi sia pubblicata la mia domanda in quanto vi era il mio cognome e nome nell’ indirizzo e-mail, e invece la persona la aveva pubblicata mediante cliccando sul quadrattino x pubblicarla appositamente ( la scelta di pubblicazione delle domande e’ facoltativa) !! ora mi chiedo se posso chiedere un risarcimento a questa persona in quanto credo abbia violato la mia privacty pubblicando la mia domanda con il mio cognome e nome, se qualcuno puo’ darmi delle indicazioni prego risponda grazie mille.


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