24 Novembre 2009 // Claudio Vaccaro // social media marketing
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I due giorni al Rimini Web Marketing Event sono stati un’esperienza davvero entusiasmante, quest’anno come l’anno scorso: confrontarsi direttamente con esperti di Web Marketing e scoprire che sono anche persone di uno spessore umano sopra la media fa davvero tornare a casa con qualcosa in più. Il corso ha avuto senza dubbio un’intensa partecipazione sia offline sia online, grazie all’indubbia varietà e interesse degli argomenti trattati (SEO/SEM, Mobile, Usability per la conversion, SMM, Reputation management, Local…) e alla presenza di relatori di spicco, uno fra tutti il mitico Avinash Kaushik da cui tutti vorremmo imparare l’abilità di coinvolgere il pubblico, rendendo emozionante ciò che normalmente è noioso e semplice ciò che sembra complesso.
Ecco le slide del mio intervento, che quest’anno era incentrato sul Social Media Marketing per il turismo 2.0: ovvero come strutture turistiche, agenzie e imprenditori del settore turistico in generale debbano e possano improntare una strategia di marketing e PR sui Social Media, incrementando la reputation ed engagement grazie all’approccio conversazionale. Se vedete passare Homer da qualche parte, salutatemelo
18 Novembre 2009 // Claudio Vaccaro // Eventi 2.0
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Dopo il successo dell’anno scorso, torna il Rimini Web Marketing Event, organizzato sempre da Titanka! e dall’OnlineMarketingBlog dell’amico Fabio Sutto. L’evento, che mi vedrà tra i relatori anche quest’anno, si svolgerà il 21 e 22 novembre 2009 presso la fiera di Rimini In concomitanza con il SIA Guest (il Salone Internazionale dell’Accoglienza) e si propone come punto di riferimento nazionale per il Web Marketing in ambito turistico, mettendo ancora una volta a confronto esperti di settore e figure professionali legate al mondo del turismo on line.
La “chicca” di quest’anno è la presenza di Avinash Kaushik, autore del best seller intitolato Web Analytics: An Hour A Day, Analytics Evangelist di Google e cofondatore di Market Motive Inc: un appuntamento da non perdere per tutti i professionisti nell’ambito del marketing analitico e appassionati di metriche web, tema che rappresenta il leitmotiv dell’evento.
Se siete interessati, qui potete vedere il programma del corso e qui potete iscrivervi.
Le slide del mio speech Social Media Marketing per il turismo 2.0 sono quasi pronte! 
8 Novembre 2009 // Claudio Vaccaro // Riflessioni
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Mi sono reso conto di come nella vita e nel marketing sia molto forte la spinta a “sommare“: aggiungo una funzionalità in più al servizio, mi compro un’altra macchina, faccio più comunicazione, mi iscrivo a un altro corso, ci metto più grafica, apro un nuovo blog, compro più keywords.
Spesso è la strada più facile, perché ad aggiungere ci vuol poco. A volte è utile e necessaria, soprattutto nella fase analitica in cui si cerca di capire come funzionano le cose, esplorando tutte le possibilità. Altre volte ancora è una strada obbligata, presi da impegni importanti a cui vuoi dedicare la massima attenzione.
Ma è anche quella che complica dannatamente la vita, consuma energia, è meno efficace e spesso taglia le gambe alla creatività pura, concentrati come siamo a gestire la sommatoria di tag che abbiamo in testa. Soprattutto, fa perdere per strada cose importanti che finisci col trascurare.
Mi sono reso conto che è arrivato il momento di “sottrarre“: semplificare anziché complicare, alleggerire anziché appesantire, selzionare anziché aggiungere. L’analisi deve lasciar posto alla sintesi: l’obiettivo, nella vita come nel marketing, dovrebbe essere fare MEGLIO, non di più. E tornare a divertirsi come quando non sapevi cos’era, un obiettivo.
Alleggeriamo, quindi. Io ho cominciato con questo blog: notate qualche differenza?
ps: ok, ora basta cazzeggiare e iniziamo a lavorare
6 Luglio 2009 // Claudio Vaccaro // Marketing 2.0, Social Media
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Colgo l’occasione offerta da due ottime presentazioni sul tema Brand reputation e Social marketing: “Sintonizzarsi con il nuovo marketing” dell’amico Davide Basile a.k.a. Kawakumi e “Brand Reputation nell’era delle social media technologies” del “collega” Andrea Colaianni, nelle quali ho ritrovato questa mia slide che a quanto pare ha convinto e che avevo inserito nella mia presentazione per il convegno Rimini Web Marketing Event, per spiegarne meglio il razionale.

In questa slide avevo provato a delineare come le azioni di Marketing 2.0 si traducono in potere di engagement di utenti e clienti in funzione del tempo. E’ molto importante infatti in chiave marketing strategico avere una chiara visione su quali vantaggi può dare ogni declinazione di Social Marketing e in quanto tempo si traduce in effetti benefici sul proprio Brand, in modo da poter scegliere la strategia e gli strumenti più adatti al contesto in cui ci si trova. E’ fondamentale comprenderlo sia per le aziende che vogliono investire in questo ambito per dotarsi di una comunicazione “2.0″, sia per le agenzie che vendono consulenza, in modo da confezionare il vestito il più “tailor made” possibile. Non esiste una ricetta buona per tutti, mai come ora infatti il Marketing è comprensione approfondita dei valori del Brand. Soluzioni a scatola chiusa (tipo “ti faccio la fan page su Facebook”) che propugnano il miraggio del “Social bello ed economico” si traducono in clamorosi errori di comunicazione (o per lo meno in azioni inutili) di aziende mal consigliate da agenzie 2.0 ben ridicolizzate da Gianluca.
25 Novembre 2008 // Claudio Vaccaro // Advertising 2.0, Aziende 2.0, Marketing 2.0, Social Media
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Partecipare al Rimini Web Marketing Event svoltosi il 22 e 23 Novembre scorsi e organizzato da Titanka! è stata un’esperienza entusiasmante.
300 partecipanti, tanti relatori di alto livello, organizzazione perfetta. Ecco le slide della mia presentazione che verteva sulle tematiche a noi più care: il Marketing 2.0 e l’approccio conversazionale. Troverete una parte più divulgativa sui cambiamenti del mercato e dei clienti (valore delle nicchie e del passaparola) e una più tecnica sui modelli strategici per incrementare Brand Awareness, Brand Loyalty e Brand Reputation con gli strumenti più opportuni (Social Media Marketing, Corporate Blogging, Buzz & Viral Marketing, Brand Community). La discussione è ovviamente aperta.
Ringrazio di cuore Fabio Sutto per avermi coinvolto e tutti i colleghi che ho avuto il piacere di conoscere e con cui ho condiviso momenti interessanti e anche divertenti: Salvatore Cariello, Alessandro Binello, Luca Dalla Villa, Alessandro Cappellotto, Adriano Gasparri, l’amica di Crazy Marketing Anna Torcoletti…e tutti gli altri.
26 Agosto 2007 // Claudio Vaccaro // About Socialware, Social Media
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Possiamo prenderla come una provocazione, ma i mass-media sono morti. O, perlomeno, sono palesemente agonizzanti. Scalpitano per cercare di sopravvivere, cercano di adeguarsi alla modernità, si confondono. Ma la concezione originale/storica del termine, ovvero quel sistema dis-aggregato di tecnologie che veicolano comunicazione in una logica “Push”, “Broadcast”, da uno a molti (o meglio, da pochi a molti) sta per essere definitivamente superata. Questa è l’età della comunicazione da molti a molti, della fruizione “pull” dei contenuti (li scelgo, non li subisco) e della fusione delle funzioni dei vecchi media in un’unico media globale e capillare.
Contrariamente a quanto spesso viene sostenuto, non è stata la nascita di Internet come medium a decretare il superamento effettivo dei media tradizionali: la Rete ha solo (solo?) fornito la tecnologia e il territorio per ripensare gli strumenti del comunicare, per abbattere le ultime barriere che lo spazio e il tempo imponevano alle relazioni umane.
Prova ne è il fatto che, se parliamo di contenuto e fruizione dello stesso, la prima era del WWW (quella soprannominata “Web 1.0″), proseguiva in forma diversa la filosofia dei mass-media, imponendo contenuti premasticati, adattati al pubblico, confezionati da pochi “addetti ai lavori”. I siti e i portali informavano, educavano e intrattenevano, esattamente come i giornali, la radio, la tv.
Il vero salto in avanti è stato compiuto proprio in questi ultimi anni, grazie all’apporto di diversi attori (chi più in maniera “pionieristica”, chi più solidamente strutturata), che hanno cambiato radicalmente l’APPROCCIO nel “fare internet”, capendone e realizzandone concretamente le potenzialità in termini sociali, comunicativi, di interfaccia. Il tanto nominato “Web 2.0” sta spostando l’attenzione dal concetto di sito-contenitore (logica verticale) al concetto di servizi che mettono in condizione l’utente di produrre, condividere, fruire contenuti da sé, per sé, per gli altri (logica orizzontale). Parliamo, di blog, di nanopublishing, di social networks, di knowledge management. Per la prima volta nella storia della comunicazione umana, l’uomo può farSI mass-media. Diventare un trasmettitore di massa. Condividere contenuti (informazioni, consoscenze, messaggi) senza confini apparenti e senza mediatori “invasivi”.
I mass-media, filtrati attraverso la Rete, vengono masticati, scomposti, ricombinati e diventano Social-Media. Vengono resi portabili e diventano Personal Media.
Ma se lo user-generated content è la novità del decennio, non è una novità la produzione di contenuto. La gente ha sempre prodotto contenuti. Ha sempre scritto, fotografato, composto musica, scambiato opinioni. Ciò che sta cambiando davvero è il mezzo, l’interfaccia, che facendosi sempre più human-friendly consente di rendere pubblico ciò che le capacità e le
creatività individuali producono, in maniera semplice e immediata. E’ il concetto stesso di “media” a entrare in crisi, a modificarsi: il medium si scioglie, cerca l’invisibilità, con interfacce il più simili possibile a quelle naturali. Con il plus della rete, che rende il tutto virtualmente possibile e senza barriere fisiche.
Un salto possibile grazie al fattore tecnologico, indubbiamente, ma a noi preme sottolineare le conseguenze che investono il piano mentale (di approccio al medium), sociale, culturale, economico. Possiamo ridurre questa svolta (possiamo anche non chiamarla rivoluzione, ma comunque sia, evoluzione storica), a mera invenzione tecnica e analizzarla separatamente da tutto il resto? Noi pensiamo di no. Come in ogni periodo storico in cui la tecnologia mette a disposizione del mercato un nuovo media, esso interviene e modifica profondamente le dinamiche delle relazioni sociali e delle modalità di fare comunicazione, compresa quella finalizzata alla vendita. E’successo col telefono, con la radio, con la televisione, con i cellulari. Sta succedendo anche ora. Il tutto con i tempi che si addicono alle ri-voluzioni permanenti: lentamente ma in maniera inesorabile.
Ma come cambiano queste dinamiche? La celebre dicotomia operata da Umberto Eco riguardo i media di massa (”Apocalittici e Integrati“) risulta più che mai attuale e applicabile ai nuovi media. Non esiste un’univoca interpretazione positivista alle opportunità che ci offre questa evoluzione. Problemi quali la sovabbondanza di contenuti, la sempre più difficile selezione delle fonti e la ridefinizione del ruolo pubblico-privato, sono lì a testimoniare che c’è sempre l’altra faccia della medaglia. Riteniamo però che non si possano affrontare questi “pericoli” con uno spirito di negazione dell’incredibile salto qualitativo che la comunicazione umana sta compiendo.
L’ambizione di questo blog è quella di analizzare e cercare di comprendere, criticamente, come cambiano e come dovrebbero cambiare le tecnologie e le interfacce per comunicare e informarsi, l’approccio dell’individuo ad esse, le dinamiche della comunicazione e dei rapporti sociali, il mercato e le modalità di fare Marketing, nell’epoca in cui tutto si contamina e converge. Ne parliamo quindi come un’unicum in evoluzione parallela: noi sosteniamo che oggi non sia più lecito né tantomeno realistico parlare separatamente di media tecnologici e di comunicazione, perché se è vero che l’uomo è un essere sociale, il software e il marketing devono essere sociali per esprimere al meglio le loro potenzialità.
Benvenuti nell’era del Socialware.
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