Rimini Web Marketing Event 2009 con Avinash Kaushik

18 Novembre 2009 // Claudio Vaccaro // Eventi 2.0 | 6 Commenti »

rimini web marketing event claudio vaccaro

Dopo il successo dell’anno scorso, torna il Rimini Web Marketing Event, organizzato sempre da Titanka! e dall’OnlineMarketingBlog dell’amico Fabio Sutto. L’evento, che mi vedrà tra i relatori anche quest’anno, si svolgerà il 21 e 22 novembre 2009 presso la fiera di Rimini In concomitanza con il SIA Guest (il Salone Internazionale dell’Accoglienza) e si propone come punto di riferimento nazionale per il in ambito turistico, mettendo ancora una volta a confronto esperti di settore e figure professionali legate al mondo del turismo on line.

La “chicca” di quest’anno è la presenza di Avinash Kaushik, autore del best seller intitolato Web Analytics: An Hour A Day, Analytics Evangelist di Google e cofondatore di Market Motive Inc: un appuntamento da non perdere per tutti i professionisti nell’ambito del marketing analitico e appassionati di metriche web, tema che rappresenta il leitmotiv dell’evento.

Se siete interessati, qui potete vedere il programma del corso e qui potete iscrivervi.
Le slide del mio speech Social Media Marketing per il turismo 2.0 sono quasi pronte! :-)

Facebook e i Social Network: opportunità di business reale o potenziale?

12 Maggio 2009 // Claudio Vaccaro // Eventi 2.0, Marketing 2.0, Social Networks | 2 Commenti »

facebook social network businessIeri ho partecipato ad un interessante incontro dal titolo “ e il nuovo mondo dei come opportunità per il marketing e la comunicazione“, organizzato dall’associazione no profit The Ruling Companies. Anche se il taglio del convegno è stato piuttosto divulgativo, visto che era dedicato a un pubblico di marketing & manager che si stanno avvicinando spesso per la prima volta a queste nuove possibilità di promuoversi online, è stato comunque stimolante e mi ha dato l’opportunità di fare alcune riflessioni “on top”.

Lele Dainesi, dopo un’interessante overview con articoli di giornale su come il fenomeno sia ormai un fatto quasi antropologico oltre che tecnologico e di comunicazione, ha insistitito sulla necessità di far “sporcare le mani” al proprio management (ovvero: fargli usare direttamente i ), che è l’unico modo per comprendere appieno le potenzialità di comunicazione intrinsiche del mezzo, oltre che sulla necessità di non approcciarsi a con l’idea di ricavarne un profitto immediato, bensì cercando di sfruttare l’altra anima, quella di “motore” di .
L’ottimo Vincenzo Cosenza di Digital PR invece ha snocciolato un bel po’ di dati interessanti (frutto anche del suo “Osservatorio Facebook“) in merito all’esplosione del fenomeno e alla sua audience, oltre che spiegarci in quali diversi modi e per quali scopi può essere usato e mostrarci qualche case history di utilizzo di all’interno di una strategia di promozione online (es: Famiglia Cristiana e la sua App “Il più simpatico del Vangelo”). Il tutto è stato inoltre supportato da Fabio Giglietto, dell’università di Urbino, che ci ha illustrato casi pratici e modalità di interazione “social” tra marca e utenti.

Fin qui la cronaca, ora le mie riflessioni:

  • Mi sento di sposare appieno la necessità per un brand di approcciarsi a e agli altri con un fine più vicino alle che non di marketing/ puro, soprattutto considerando quanto ancora il modello di , per quanto innovativo, social e di frontiera, sia ben lontano da essere adottato come modello universale (ricordiamoci quanto ancora pesano banner standard e display adv nel mercato pubblicitario…e soprattutto Google con Keyword & company). In questo caso si fanno tante chiacchiere (e mi ci metto in mezzo!) ma risultati in termini di cambio di rotta negli investimenti sono ancora pochi
  • Per quanto riguarda il successo di iniziative marketing su e , contenuto esclusivo (per le Brand Page) e creatività (per le Application) sono FONDAMENTALI. Non solo: a mio giudizio per attirare “Fan” o followers (per dirla alla Twitter) un brand deve essere già strutturato per attirare fan di suo, oltre che avere già un pubblico di entusiasti della marca. E’ difficile che da solo generi dei fan senza che il brand sia potenzialmente attrattivo e senza che abbia già fatto azioni di comunicazioni integrate in quell’ottica. Insomma, non basta aprirsi la Fan Page su per risolvere i mali di un brand: se non ti chiami Ducati ma “Assicurazioni Pippo” probabilmente la pagina su non te la fila nessuno (e a ragione!)
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  • E’ abbastanza normale in questo momento che tutta l’attenzione sia concentrata su , visto il fenomeno anche sociale che si è rivelato. Se si vuole però ottenere il massimo da una campagna Internet, per quanto innovativa e social, occorre però ogni tanto analizzare più razionalmente il proprio target e guardarsi attorno, si scoprirà una cosa entusiasmante: non esiste solo ! Ci sono altri Social e altre (uso questo termine volutamente, perchè esistono e sono vive e vegete!), magari verticali, che potrebbero rivelarsi molto più utili per i nostri obiettivi di comunicazione, in relazione alle tipologie di utenti che le frequentano
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  • Capitolo Privacy: è vero, la pervasività di pone diversi interrogativi anche a chi come noi è un heavy user di e apps. Tutta la discussione sulla Privacy nei Social Net però spesso non tiene conto che anche la persona meno iscritta e più assente dalle lascia un’enorme quantità di dati a un grande fratello molto più alto nella catena alimentare, che risponde al nome di Big G :-). Quindi da un lato occorre sottolineare che il primo ad essere responsabile di ciò che va o non va online è il singolo utente, dall’altro occorre affrontare il tema a livello più globale e non concentrarlo solo sui .

L’instant blogging “emozionale” di Myopencity

22 Maggio 2008 // Claudio Vaccaro // News, Social Ideas, Social Networks, User Generated Content | 1 Commento »

myopencity socialware social media
Una delle tendenze indubbiamente più innovative che riguardano i Social Network è relativa alla dei contenuti UGC e delle persone di una . Grazie a mash up ad esempio con Google Maps è possibile mappare contenuti e presentare i risultati di una ricerca inserendoli in una mappa, cosa che migliora notevolmente l’esperienza utente.
In questo filone si inserisce il neonato Myopencity, che i creatori lo definiscono il primo sistema di instant blogging emozionale. Perchè “emozionale”? Perchè l’interfaccia consente di condividere “stati d’animo” associandoli a un’emoticon e a un indirizzo sulla mappa. Si possono segnalare (sia per scopi promozionali sia semplicemente per condivisione) eventi, attività, luoghi di interesse, vissute, idee utili. L’utente può inoltre aggiungere ulteriori informazioni legate alle sue preferenze (“un motivo per conoscermi”, “un motivo per evitarmi”, “nel mio lettore mp3 non può mancare”….), costruendo insomma un emotional-mapping in formato social, con l’indiscutibile vantaggio anche per il fruitore di contenuti di conoscere ciò che di interessante offre la propria città.
Senza dubbio un’idea molto originale, oltre che un’ottima implementazione dell’approccio geolocal.
Provatelo e fateci sapere cosa ne pensate.