Facebook: social network o messaging 2.0?
28 Novembre 2008 // Claudio Vaccaro // Social Networks | 5 Commenti »
In questi ultimi tempi, sia per esigenze professionali che per diletto personale, sto studiando attentamente e utilizzando pesantemente il Social Network più chiacchierato del momento, lo “strumento sociale” che sembra implementare al meglio il nodo centrale delle “relazioni” e della “condivisione”. Su cosa è Facebook e sul perché del successo planetario sono state scritte tonnellate di articoli e post. In questa sede mi interessa però condividere con voi un concentrato di riflessioni a cui sono arrivato fino a questo momento, anche confrontandomi con le persone con cui lavoro tutti i giorni.
I numeri di Facebook in Italia
- +500% crescita in 6 mesi
- 4.2 Milioni Unique Visitors e 1.500 Milioni di Page Views /mese
- Nella categoria Communities ha sorpassato MySpace
- Rispetto ai competitors italiani, genera il maggior numero di page views, di page views per utente (354 contro una media di 30/40) e di tempo per persona (2 ore e 45 minuti contro una media di 15 minuti). Gli utenti, insomma, tendono a restare connessi e navigare di più
Fonte: Nielsen
Cosa fa Facebook meglio di altri
- Ha individuato il bisogno latente di “rappresentazione reale di sé” rinunciando all’approccio “nickname”, indirizzando meglio di tutti le relazioni reali tra persone
- Si configura come evoluzione dei sistemi di messaging (la Mail in primis) in “Rubrica 2.0″ (con aggiornamento di info non più “push” ma “pull”) e funzionalità di condivisione di contenuti (foto, video, instant blogging…)
- Fa leva sulle emozioni, in particolare su una: l’”emozione del rincontro”. Francesco Renzo l’ha spiegato a mio giudizio molto bene:
L’emozione è stata ancor più grande quando ho visto nominativi di gente che non incontravo da oltre vent’anni! Allora ho capito: questa è la forza di Facebook: far leva su un’emozione legata ad un lontano ricordo, sia esso piacevole o meno. Proprio l’emotività è, secondo me, il carburante di questo social network
- Ha costruito un ambiente basato su API, consentendo lo sviluppo aperto di applicazioni virali che contribuiscono ad incrementare relazioni e quinti traffico
- Si profila come applicazione, non come semplice “sito web”. Grazie a sistemi di Instant Messaging/chat e alla versione mobile Facebook è uno strumento di comunicazione che tende ad essere usato in modalità “always open”.
- La killer app, nonostante le migliaia di applicazioni rese diponibili, resta il Photo-Sharing, basta dare un’occhiata a questi dati:
Limiti di Facebook
In generale, tutti i migliori pregi della piattaforma si trasformano nei peggiori difetti:
- indirizzando al meglio le relazioni reali, non intercetta il bisogno (che non è assolutamente in crisi, anzi) di mascherarsi e dotarsi di un’identità virtuale che il mondo reale delle proprie relazioni non conosce (es: sono gay e nessuno lo sa). Le community (non solo di dating) sono ancora più capaci di coprire quel bisogno. Una scelta voluta, indubbiamente, ma pur sempre un limite. A testimonianza di ciò, si vedono sempre più registrazioni con nomi di fantasia, un ottimo esempio di come le persone adattino le piattaforme ai propri bisogni
- consentendo di ritrovare e riscoprire relazioni perse nel tempo (es: i compagni di scuola), intercetta al meglio il bisogno di “mantenere i contatti” ma non risolve appieno il bisogno di contatti frequenti e vivi (es: i miei colleghi) che i messenger (MSN e Yahoo) già coprono ampiamente. Per colmare questo gap, infatti, Facebook si è dotato della chat istantanea. La domanda che spesso si pone l’utente “normale” è: ok, ora che ho aggiunto tutti i miei amici, ora che ho giocato con le applicazioni, che faccio?”
- implementando al meglio il bisogno di condivisione della propria vita in rete (un life-sharing quasi totale), dopo un utilizzo iniziale molti utenti si pongono interrogativi sulla Privacy, che si traducono a volte in abbandono della piattaforma per preservare la propria riservatezza. Sono frequenti i casi di relazioni in crisi e problemi di “reputation” personale (su cui spesso si scherza) che hanno fatto la fortuna ma potrebbero anche minare il successo del Social Network
Quali sono i veri competitors
Per i motivi sopra elencati a mio giudizio i competitor di Facebook non sono in generale i Social Network ma:
- Le piattaforme di mail
- Gli instant messaging
- I Photo-sharing
Cos’è quindi Facebook?
Facebook è più simile a un’applicazione Desktop (nel senso di “always-open”) che a un semplice sito web con funzionalità di Social Networking/Community a cui accedere sporadicamente. E’ una piattaforma di messaging evoluta con funzionalità di condivisione multimediale e life-sharing, che diventa una straordinaria macchina da time-per-person
Il futuro di Facebook
Sarà rosa o nero? Al momento Facebook ha saputo coprire completamente (e ormai da monopolista di fatto) il bisogno di relazioni reali, ma come dicevamo lascia spazio a grossi competitors sulle altre 2 tipologie di relazioni (le nuove relazioni e le relazioni più frequenti). MSN/Live e Yahoo non staranno a guardare, visto che hanno già annunciato il lancio di strumenti facebook-like (friend-feed, social apps…) che tendono a colmare il gap del life-sharing. Nell’immagine seguente ho provato a simulare i futuri spostamenti dei principali competitors evidenziati, in una matrice che considera il grado di formalità e di frequenza della relazione.

Una spia dei possibili limiti di Facebook è data dal trend del Social Network sul mercato americano, dove sembra essersi arrestata la crescita inarrestabile dell’ultimo anno.
E voi (mi rivolgo soprattutto agli heavy-users e quelli che utilizzano Facebook da un anno), cosa ne pensate? Cos’è davvero Facebook? Quali sono i punti di forza/debolezza della piattaforma? Pensate che sia una “moda” passaggera o che abbia di fatto creato uno standard (se di standard si può parlare nel web)? La crescita continuerà o gli attacchi dei competitors la rallenterenno?









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