Microblogging war o sfida finale sulla Search?

3 Luglio 2009 // Claudio Vaccaro // Social Media | 3 Commenti »

search microblogging

Stiamo assistendo a grandi manovre delle big company attorno al tema caldo del . Tocca cercare di capirci qualcosa sugli obiettivi di queste manovre e sugli scenari prossimi venturi.


si sta di fatto affermando come standard de facto del , facendo leva su:

  • Estrema semplicità (minimalismo funzionale)
  • Estrema scalabilità (API)
  • Estrema rintracciabilità (status pubblici e realtiva)

Il valore intrinseco di sono quindi le CONVERSAZIONI: status istantanei pubblicati sulla piattaforma (anche e soprattutto da un arcipelago di applicazioni esterne) ma soprattutto RICERCABILI.

facebook
invece sta diventando sempre di più “il” Social Network, il posto dove trovo TUTTE le persone e stabilisco con loro delle relazioni.
Il valore di sta nella PROFILAZIONE, nella quantità di dati enorme che ha raccolto e raccoglie costantemente sui suoi utenti. Un valore enorme che però non riesce ad essere pienamente pervasivo e sfruttato, visto che è un ambiente ancora “chiuso”. Fino ad oggi infatti status e informazioni pubblicate dalla sua massa di utenti erano consultabili solo dall’interno e solo da chi aveva stabilito una relazione. Logica pura del Social Networking, insomma.

Ma le ultime due mosse di Facebook (ovvero la possibilità di associare il proprio profilo a un Permalink statico e la possibilità di rendere pubblico a tutti lo status) ci indicano con chiarezza la direzione verso cui si vuole muovere: si potrebbe dire che vuole fare .

La vera battaglia però non è sul né sul Lifestreaming, la vera battaglia sarà sul più antico e più redditizio business della rete: la .
Introducendo infatti lo status pubblico, potrà dotarsi di strumenti di ricerca molto più avanzati e soprattutto aperti di quelli che ha ora. Ricerca che suggerisce molteplici modelli di Advertising e molteplici nuove fonti di revenues per loro.
E anche , nonostante personalmente io sia convinto che abbia come unico quello di essere venduto a (gli inventori sono gli stessi di Blogger, il gioco ormai l’hanno capito…), avrà come unica possibilità di monetizzazione dal web proprio la sua search.

google
Che la guerra sarà in definitiva sulla lo dimostra il fatto che il “terzo incomodo” non sta alla finestra. Già, perchè fin’ora abbiamo fatto i conti senza l’oste: , il RE della , sta subendo attacchi incrociati diretti proprio sul suo core business, ad esempio da Mircrosoft con Bing e dal Social Web in gernerale. E come reagisce quindi?

  • Prima ha provato a comprarsi , non riuscendoci. Ma si rifarà sotto sicuramente.
  • Ora annuncia che lancerà un servizio di “Microblogging Search“, che possiamo scommetterci funzionerà secondo gli standard qualitativi a cui Big G ci ha abituato

E Friendfeed?

I giochi sono appena cominciati…

Aggiornamento 3 Luglio: ecco come la vede Murdoch, leggi My Space

Social Media Marketing, tutti lo cercano

25 Maggio 2009 // Claudio Vaccaro // Marketing 2.0 | 5 Commenti »

Questo è l’andamento delle ricerche effettuate su Google con la keyword ““.
Social media marketing google search
Indubbiamente sembra proprio che l’interesse per questa materia sia in forte crescita, nel caso ci fosse bisogno di ribadirlo. L’Italia si trova al 7°posto al mondo per volume di query effettuate.
Resta solo da capire se quelli che cercano sono investitori o bloggers :-D

Twitter Search: nuova applicazione o ipotesi di business model?

6 Marzo 2009 // Claudio Vaccaro // Prodotti e Servizi, Web 2.0 | 1 Commento »

twitter search

Che Twitter sia uno strumento potentissimo

è ormai un fatto stranoto.
Sappiamo anche che questo servizio Web 2.0 di abbia suscitato molto interesse da parte dei Big Social Network, quali ad esempio . E sappiamo che il modello di business ancora fatica ad essere trovato.
Forse un risposta (o meglio, una potenziale risposta) viene da questo nuovo strumento rilasciato, Twitter Search, che consente di effettuare richerche su tutte le pagine generate dai suoi utenti. Al momento non si vede alcun tipo di advertising, ma la resta un modello di business tra i più antichi e ancora oggi solidi. che abbia capito come far fruttare le sue 38 milioni di cinguettii?