[ AVVERTENZA: post da inizio anno, quindi MOLTO easy. ]
Pare che in una delle classifiche che piacciono ai bloggers (!!), in particolare quella di Wikio relativa ai blog di Marketing, siamo molto immeritatamente finiti al settimo posto (via WoMarketing, io non me n’ero accorto!). Tranquilli, non significa (quasi) nulla, se non che mi ritrovo in compagnia di personaggi che stimo e leggo da tempo (vedi Gluca, Kawa, Mirko, Jose, Andrea…) alcuni dei quali diventati pure (purtroppo per loro) amici miei.
E quindi, direte voi, che ci frega? Nulla! Però ora, cari i miei lettori markettari, è venuto il momento di tirare fuori le idee, mica vi potete approfittare così dei miei contenuti preziosi da settimo marketing blog italiano: come facciamo a far fruttare questo tanto sudato posto al sole? Qualche suggerimento:
1) ADV: mettiamo adsense a gogo sopra, sotto e a destra del post guadagnando la ragguardevole cifra di 51.60 euro al mese.
3) AFFILIATION: visti i temi trattati da questo blog, per incrementre la redemption potremmo cercare di affiliarci a servizi di marketing per markettari. Praticamente un loop.
4) FREEMIUM: 3/4 dei post li lasciamo gratis, 1/4 li facciamo pagare 1 euro a post alle uniche 3 persone al mese disposte a pagare.
Naturalmente scherzo, data l’ora e il quantitativo di cene e alcool delle feste natalizie ancora da smaltire.
Mi tengo un blog che fattura zero. Nessuno guadagna con i blog, solo Robin può farcela. :-D…Io ci studio, ci ragiono, mi faccio bello. Mi aiuta a fare i conti con il resto del mondo e anche ad avere un occhio critico alle cose (vedi questo post). Tanto qualcun’altro penserà al mio sostentamento.
ps: ah, per gli eventuali precisini…l’adsense qui affianco c’era già prima e sapete meglio di me che non fa un bel nulla, è lì per un esperimento. Lo tolgo quando arrivo a 3 euro/mese.
Beh, dopo qualche giornata di lavoro (ve ne sarete accorti…) il risultato è qui sotto ai vostri occhi: oltre ad aver ricominciato a postare (questa è la vera cosa importante!) abbiamo sfornato un nuovo design per il blog e un nuovo logo. Mancano ancora alcuni ritocchi che arriveranno nei prossimi giorni ma intanto diteci che cosa ne pensate!
Abbiamo voluto puntare su uno stile più essenziale, quasi minimale (anche conservando diversi tratti distintivi della precedente user experience), scegliendo colori e toni che comunicasserò pulizia e tranquillità ma anche decisione, professionalità. In particolare lo studio del logo ci sembra il lavoro più riuscito:
il colore rosso a rappresentare l’elemento sociale-di relazione-commerciale (Social); il nero a rappresentare invece l’elemento tecnologico-di prodotto-progettuale. I due poli su cui si muove appunto Socialware
il logo del cuore con l’RSS feed al centro è la declinazione simbolica del concetto precedente: il software e il prodotto integrati pienamenti in una strategia marketing, il tutto in ottica Social
Il Web è la dimostrazione più evidente della teoria della Relatività einsteiniana e di come il tempo scorra in maniera differente. Un anno è un secolo, viene da dire. Esattamente un anno fa nasceva questo blog, con la missione di
analizzare e cercare di comprendere, criticamente, come cambiano e come dovrebbero cambiare le tecnologie e le interfacce per comunicare e informarsi, l’approccio dell’individuo ad esse, le dinamiche della comunicazione e dei rapporti sociali, il mercato e le modalità di fare Marketing, nell’epoca in cui tutto si contamina e converge sul Web.
ovvero: Marketing e Tecnologia come due lati della stessa medaglia. L’aspetto conversazionale e sociale di internet, emerso con prepotenza da un qualche anno, costringe a ripensare processi aziendali, comunicazione, business model, prodotti. Costringe a vedere l’utente/cliente come parte integrante del processo produttivo e delle azioni promozionali. Il tutto sta avvenendo sotto ai nostri occhi, a una velocità senza precedenti: chi l’ha capito prima degli altri, saprà coglierne i frutti prima degli altri, con gli ovvi vantaggi competitivi.
Abbiamo sentito e sentiamo tuttora però l’esigenza di essere parte attiva di questa ri-voluzione, diffondendo informazioni, riflessioni, critiche, novità.
Lo abbiamo fatto affrontando diverse tematiche, sempre cercando di utilizzare quello spirito critico che consente di valutare più razionalmente il quadro della situazione, senza “innamorarsi dell’idea”, cosa che capita a chi si appassiona del proprio lavoro e chi lavora con le proprie passioni. Da spunti teorici per cercare una teorizzazione del fenomeno del Social Media Marketing a provocazioni sul futuro dell’Advertising Online, dal benchmark su prodotti di Social Networking a resoconti di eventi italiani, da analisi sul buzz nella blogosfera a riflessioni sugli UGC…e tanto altro.
Le soddisfazioni non sono mancate: utenti, PR, serp, backlinks, classifiche ci hanno confermato che abbiamo fatto bene. Ma la soddisfazione più grande arriva come sempre dal versante umano: laureandi in cerca di aiuto e informazioni per la tesi, professionisti che chiedono consigli, appassionati lettori che si complimentano per la qualità dei contenuti fanno venire voglia di studiare ancora di più e di condividere ciò che hai imparato sul campo. Questo è quello che definiamo “ROI impalpabile“, quella reputation umana che premia qualunque sforzo.
Lo sappiamo, questo è un momento di “stasi apparente” su questo Blog. Stiamo affrontando sfide professionali che purtroppo lasciano davvero poco tempo a quest’attività così premiante e importante. Vogliamo solo ringraziare tutti i lettori che ci hanno visitato e continuano a visitarci, a tutti voi promettiamo di non chiudere qui questa avventura, certi di poter presto tornare alla carica.
Possiamo prenderla come una provocazione, ma imass-media sono morti. O, perlomeno, sono palesemente agonizzanti. Scalpitano per cercare di sopravvivere, cercano di adeguarsi alla modernità, si confondono. Ma la concezione originale/storica del termine, ovvero quel sistema dis-aggregato di tecnologie che veicolano comunicazione in una logica “Push”, “Broadcast”, da uno a molti (o meglio, da pochi a molti) sta per essere definitivamente superata. Questa è l’età della comunicazione da molti a molti, della fruizione “pull” dei contenuti (li scelgo, non li subisco) e della fusione delle funzioni dei vecchi media in un’unico media globale e capillare.
Contrariamente a quanto spesso viene sostenuto, non è stata la nascita di Internet come medium a decretare il superamento effettivo dei media tradizionali: la Rete ha solo (solo?) fornito la tecnologia e il territorio per ripensare gli strumenti del comunicare, per abbattere le ultime barriere che lo spazio e il tempo imponevano alle relazioni umane.
Prova ne è il fatto che, se parliamo di contenuto e fruizione dello stesso, la prima era del WWW (quella soprannominata “Web 1.0″), proseguiva in forma diversa la filosofia dei mass-media, imponendo contenuti premasticati, adattati al pubblico, confezionati da pochi “addetti ai lavori”. I siti e i portali informavano, educavano e intrattenevano, esattamente come i giornali, la radio, la tv.
Il vero salto in avanti è stato compiuto proprio in questi ultimi anni, grazie all’apporto di diversi attori (chi più in maniera “pionieristica”, chi più solidamente strutturata), che hanno cambiato radicalmente l’APPROCCIO nel “fare internet”, capendone e realizzandone concretamente le potenzialità in termini sociali, comunicativi, di interfaccia. Il tanto nominato “Web 2.0” sta spostando l’attenzione dal concetto di sito-contenitore (logica verticale) al concetto di servizi che mettono in condizione l’utente di produrre, condividere, fruire contenuti da sé, per sé, per gli altri (logica orizzontale). Parliamo, di blog, di nanopublishing, di social networks, di knowledge management. Per la prima volta nella storia della comunicazione umana, l’uomo può farSI mass-media. Diventare un trasmettitore di massa. Condividere contenuti (informazioni, consoscenze, messaggi) senza confini apparenti e senza mediatori “invasivi”.
I mass-media, filtrati attraverso la Rete, vengono masticati, scomposti, ricombinati e diventano Social-Media. Vengono resi portabili e diventano Personal Media.
Ma se lo user-generated content è la novità del decennio, non è una novità la produzione di contenuto. La gente ha sempre prodotto contenuti. Ha sempre scritto, fotografato, composto musica, scambiato opinioni. Ciò che sta cambiando davvero è il mezzo, l’interfaccia, che facendosi sempre più human-friendly consente di rendere pubblico ciò che le capacità e le
creatività individuali producono, in maniera semplice e immediata. E’ il concetto stesso di “media” a entrare in crisi, a modificarsi: il medium si scioglie, cerca l’invisibilità, con interfacce il più simili possibile a quelle naturali. Con il plus della rete, che rende il tutto virtualmente possibile e senza barriere fisiche.
Un salto possibile grazie al fattore tecnologico, indubbiamente, ma a noi preme sottolineare le conseguenze che investono il piano mentale (di approccio al medium), sociale, culturale, economico. Possiamo ridurre questa svolta (possiamo anche non chiamarla rivoluzione, ma comunque sia, evoluzione storica), a mera invenzione tecnica e analizzarla separatamente da tutto il resto? Noi pensiamo di no. Come in ogni periodo storico in cui la tecnologia mette a disposizione del mercato un nuovo media, esso interviene e modifica profondamente le dinamiche delle relazioni sociali e delle modalità di fare comunicazione, compresa quella finalizzata alla vendita. E’successo col telefono, con la radio, con la televisione, con i cellulari. Sta succedendo anche ora. Il tutto con i tempi che si addicono alle ri-voluzioni permanenti: lentamente ma in maniera inesorabile.
Ma come cambiano queste dinamiche? La celebre dicotomia operata da Umberto Eco riguardo i media di massa (”Apocalittici e Integrati“) risulta più che mai attuale e applicabile ai nuovi media. Non esiste un’univoca interpretazione positivista alle opportunità che ci offre questa evoluzione. Problemi quali la sovabbondanza di contenuti, la sempre più difficile selezione delle fonti e la ridefinizione del ruolo pubblico-privato, sono lì a testimoniare che c’è sempre l’altra faccia della medaglia. Riteniamo però che non si possano affrontare questi “pericoli” con uno spirito di negazione dell’incredibile salto qualitativo che la comunicazione umana sta compiendo.
L’ambizione di questo blog è quella di analizzare e cercare di comprendere, criticamente, come cambiano e come dovrebbero cambiare le tecnologie e le interfacce per comunicare e informarsi, l’approccio dell’individuo ad esse, le dinamiche della comunicazione e dei rapporti sociali, il mercato e le modalità di fare Marketing, nell’epoca in cui tutto si contamina e converge. Ne parliamo quindi come un’unicum in evoluzione parallela: noi sosteniamo che oggi non sia più lecito né tantomeno realistico parlare separatamente di media tecnologici e di comunicazione, perché se è vero che l’uomo è un essere sociale, il software e il marketing devono essere sociali per esprimere al meglio le loro potenzialità.
Socialware è un'idea di Claudio Vaccaro, digital strategist e co-fondatore di BizUp, agenzia di web marketing. I Social Media stanno rivoluzionando marketing, aziende, mercati e tecnologie: segui il cambiamento con analisi, trend e case history su Social Media Marketing, Marketing 2.0 e Online PR, Social Network, Facebook App e Mobile Community.
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