Il microblogging in Italia non sfonda

7 Giugno 2010 // Claudio Vaccaro // Trend | 13 Commenti »

microblogging italia twitter
Provocatorio? Forse. Ma i dati (Audiweb) parlano chiaro e nonostante l’alto tasso di e chiacchiericcio un po’ autoreferenziale nella “short tail” della e di noi “addetti ai lavori”, il in Italia non ha mai davvero sfondato. Solo qualche tempo fa considerato “fenomeno” (ed effettivamente così è a livello worldwide), nel Bel Paese sembra non attecchire in maniera profonda, soprattutto se lo confrontiamo con il ritmo di crescita DELLA social app, ovvero . Le ragioni? Difficile a dirlo, ma provo a dire la mia:
1) ha fagocitato tutto, anche il settore degli status istantanei
2) L’adozione di una tecnologia a livello di massa, sebbene oggi sia molto più rapida, ha i suoi tempi e le sue logiche che non è detto siano uguali in tutti i Paesi
3) La comunicazione di questi servizi, sebbene “cool” e “geek” non mi è mai sembrata “mass”. Forse solo di recente è riuscita a spiegare bene a cosa serve realmente. Ma provate a chiedere all’uomo della strada di spiegarvi cos’è e noterete che le idee non saranno chiarissime.
Tocca aspettare un altro fenomeno?

Reputation Management sui Social Media: come si risponde a una critica negativa?

14 Gennaio 2010 // Claudio Vaccaro // social media marketing | 13 Commenti »

twitter social media marketing su socialware.it

Proprio così (vedi sopra)…

1) Rispondete SEMPRE

2) Mantenete la calma

3) Accogliete la critica

4) Siate empatici e (se vi riesce) simpatici

5) Spiegategli in pratica perchè dovrebbe cambiare idea

ADDENDUM: 6) Ommmmmm

Le regole d’oro di Twitter

4 Dicembre 2009 // Claudio Vaccaro // Web 2.0 | 6 Commenti »

twitter

Carine le regole “Tao” di scritte da Soren Gordhamer di Mashable.

Ecco una mia versione molto libera e molto italiana :-)

  1. Fatti, non pugnette: il fatto che tu dica continuamente quanto sei bravo e acculturato non interessa a nessuno. Lascia che le tue qualità emergano da quello che dici e da come lo dici, da ciò che condividi e da come rispondi. Questo vale in particolare per tutti gli “Esperti di [qualcosa]“
  2. Chiedimi se sono felice: stare su solo perchè devi starci, perchè è di moda o perchè vuoi vendere di più si capisce subito. Fatti prendere dal mezzo, solo così capirai tutte le sue potenzialità. Amalo e usalo.
  3. Datte una regolata: ok, il mezzo è fatto apposta per dire cosa stai facendo e cosa sta succedendo potenzialmente in ogni istante. Ma tieni conto che il fatto che tu stia andando in bagno potrebbe non interessare ai tuoi 500 followers.
  4. Non sono stato spiegato: perdere tempo a capire il mezzo tecnologico, le sue possibili evoluzioni e come potresti utilizzarlo non ha tanto senso. Usalo nel modo più giusto per te, in fondo è solo uno spazio bianco da riempire.

Qui l’articolo originale

Photo credits

Threadsy, mail e messaggi social insieme: inizia la sfida per la Inbox 2.0

17 Novembre 2009 // Claudio Vaccaro // Web 2.0 | 1 Commento »

Social media marketing google search

Come sappiamo oggi la mailbox non è più l’unica piattaforma sulla quale riceviamo messaggi, anzi: molti internet heavy user sosterrebbero che dall’avvento dei Social Media in poi le email rappresentano la minor parte dei messaggi ricevuti, e la tendenza è un fatto dimostrato. Le fonti di messaggi “social” più comuni  oggi sono la posta di e i messaggi diretti di , fatto che ci obbliga a visitare almeno 2 siti diversi oltre alla nostra mailbox. La tendenza “aggregativa” delle applicazioni (che grazie alle API riescono a combinare fonti informative diverse in un’unica interfaccia) e l’esigenza di gestire in maniera più efficiente il flusso di messaggi che riceviamo, trovano una risposta molto interessante in Threadsy. E’ ancora una beta privata, ma l’abbiamo provata e la sensazione è quella di trovarsi davanti a “quello di cui avevamo bisogno”: una volta registrati basta inserire le credenziali della propria di Gmail, del proprio account e di e l’applicazione in pochi istanti ci costruisce il nostro ambiente di messaggistica integrato. Tutto è a portata di mano e presentato come una inbox: a prescindera dalla fonte (che viene comunque riportata) tutto è messaggio e viene visivamente riportato come tale. A seconda della tipologia, ovviamente, se rispondiamo otterremo risultati diversi: invieremo una , un Twit, un messaggio di , restando sulla stessa applicazione. L’altra “gamba” su cui poggia è la gestione dello stream degli amici: le notifiche di e provenitenti dal nostro network vengono aggregate e visualizzate in un’area della pagina (più piccola): niente di nuovo in questo caso, ma comunque comodo visto che possiamo commentare direttamente i contenuti prodotti dai nostri amici. Continueremo a provare il servizio (premiato anche da Techcrunch) che ci sembra un’ottima risposta  al tema molto attuale del “” (Personal Information Management) e che molto probabilmente sarà seguito a ruota da diversi altri, compresi big del settore. Molte cose sono da migliorare, ad esempio la lentezza dell’applicazione, ma se volete provarlo anche voi basta richiedere un invito nell’home page del servizio.

Case history Social Media Marketing: Feltrinelli 128 battute

13 Novembre 2009 // Claudio Vaccaro // social media marketing | 1 Commento »

Feltrinelli

Spesso le idee vincenti sono quelle più semplici: il successo (almeno attuale) di è dovuto in gran parte all’essenzialità della call to action (condividere uno status pubblico in 140 caratteri). La si adegua a questi tempi “veloci” (SMS e Twit sono gli esempi lampanti) e, dopo diversi esperimenti letterari legati al mondo degli SMS, lancia il primo concorso di microletteratura che premia la sintesi, la sagacia e la creatività. Dal sito leggiamo che:

Partecipare è semplice. A partire dal 9 novembre 2009, fino al 14 febbraio 2010, invia al profilo www.twitter.com/128battute un aforisma, una storia, una freddura, un proverbio, una poesia….insomma tutto quello che riesci pensare, iniziare e finire in solo 128 battute.

Mi sembra un ottima azione di marketing sui social media almeno per tre motivi:

  • brand management: il concorso fa percepire come innovativo e di tendenza il brand
  • pr 2.0: il concorso genera nella rete e viene promosso l’account istituzionale, incrementando i contatti
  • product management: non è escluso (anzi secondo me è altamente probabile) che tutti i Twit inviati finiranno in un libro che divenerà un caso letterario

Insomma, tutti gli ingredienti per una riuscitissima campagna si , travestita da concorso letterario. Complimenti a , a e…all’agenzia che ci ha pensato.

Qui tutte le info per partecipare.

Grazie a Markettara per la segnalazione

Microblogging war o sfida finale sulla Search?

3 Luglio 2009 // Claudio Vaccaro // Social Media | 3 Commenti »

search microblogging

Stiamo assistendo a grandi manovre delle big company attorno al tema caldo del . Tocca cercare di capirci qualcosa sugli obiettivi di queste manovre e sugli scenari prossimi venturi.


si sta di fatto affermando come standard de facto del , facendo leva su:

  • Estrema semplicità (minimalismo funzionale)
  • Estrema scalabilità ()
  • Estrema rintracciabilità (status pubblici e realtiva)

Il valore intrinseco di sono quindi le CONVERSAZIONI: status istantanei pubblicati sulla piattaforma (anche e soprattutto da un arcipelago di applicazioni esterne) ma soprattutto RICERCABILI.

facebook
invece sta diventando sempre di più “il” Social Network, il posto dove trovo TUTTE le persone e stabilisco con loro delle relazioni.
Il valore di sta nella PROFILAZIONE, nella quantità di dati enorme che ha raccolto e raccoglie costantemente sui suoi utenti. Un valore enorme che però non riesce ad essere pienamente pervasivo e sfruttato, visto che è un ambiente ancora “chiuso”. Fino ad oggi infatti status e informazioni pubblicate dalla sua massa di utenti erano consultabili solo dall’interno e solo da chi aveva stabilito una relazione. Logica pura del Social Networking, insomma.

Ma le ultime due mosse di Facebook (ovvero la possibilità di associare il proprio profilo a un Permalink statico e la possibilità di rendere pubblico a tutti lo status) ci indicano con chiarezza la direzione verso cui si vuole muovere: si potrebbe dire che vuole fare .

La vera battaglia però non è sul né sul Lifestreaming, la vera battaglia sarà sul più antico e più redditizio business della rete: la .
Introducendo infatti lo status pubblico, potrà dotarsi di strumenti di ricerca molto più avanzati e soprattutto aperti di quelli che ha ora. Ricerca che suggerisce molteplici modelli di Advertising e molteplici nuove fonti di revenues per loro.
E anche , nonostante personalmente io sia convinto che abbia come unico quello di essere venduto a (gli inventori sono gli stessi di Blogger, il gioco ormai l’hanno capito…), avrà come unica possibilità di monetizzazione dal web proprio la sua search.

google
Che la guerra sarà in definitiva sulla lo dimostra il fatto che il “terzo incomodo” non sta alla finestra. Già, perchè fin’ora abbiamo fatto i conti senza l’oste: , il RE della , sta subendo attacchi incrociati diretti proprio sul suo core business, ad esempio da Mircrosoft con Bing e dal Social Web in gernerale. E come reagisce quindi?

  • Prima ha provato a comprarsi , non riuscendoci. Ma si rifarà sotto sicuramente.
  • Ora annuncia che lancerà un servizio di “Microblogging Search“, che possiamo scommetterci funzionerà secondo gli standard qualitativi a cui Big G ci ha abituato

E Friendfeed?

I giochi sono appena cominciati…

Aggiornamento 3 Luglio: ecco come la vede Murdoch, leggi My Space

Twitter Search: nuova applicazione o ipotesi di business model?

6 Marzo 2009 // Claudio Vaccaro // Prodotti e Servizi, Web 2.0 | 1 Commento »

twitter search

Che Twitter sia uno strumento potentissimo

è ormai un fatto stranoto.
Sappiamo anche che questo servizio Web 2.0 di abbia suscitato molto interesse da parte dei Big Social Network, quali ad esempio . E sappiamo che il modello di business ancora fatica ad essere trovato.
Forse un risposta (o meglio, una potenziale risposta) viene da questo nuovo strumento rilasciato, Twitter Search, che consente di effettuare richerche su tutte le pagine generate dai suoi utenti. Al momento non si vede alcun tipo di advertising, ma la resta un modello di business tra i più antichi e ancora oggi solidi. che abbia capito come far fruttare le sue 38 milioni di cinguettii?

Mosaico Arredamenti: analisi ed effetti del buzz

14 Giugno 2008 // Claudio Vaccaro // Blogosfera, Metriche | 12 Commenti »

Ha generato un fiume in piena di discussioni e di la vicenda dell’azienda , che ha richiesto un risarcimento di 400.000 Euro a un blogger che aveva descritto la sua esperienza negativa in un post. Il post di denuncia di Marco ha giustamente innescato un passaparola online su moltissimi e diverse prese di posizione (per la quasi toalità a difesa del blogger, ovviamente). Non mi interessa in questa sede entrare nel merito della vicenda, a proposito della quale lo stesso Marco ha promosso l’iniziativa di una lettera-petizione che verrà inviata oggi. Ciò che mi interessa è dare una veloce fotografia di ciò che è successo nella italiana, sul web in generale e su per capire da un lato come reagisce la stessa quando si tratta un tema molto sentito, dall’altro quali effetti concreti ha una reazione di questo tipo nella dell’azienda in questione. Ecco dunque alcuni screenshot interessanti.

blogpulse mosaico arredamenti buzz

twitter buzz mosaico arredamenti

google mosaico arredamenti

Dovrei essermici abituato, ma il potere del passaparola continua a stupirmi. E voi che ne dite?